Gregor era un pittore. Quest’arte lo aveva accompagnato per tutta la vita, sin da piccolo scarabocchiava le sue colorate emozioni su fogli di carta e questo esercizio lo abituò ben presto a vedere il mondo con più leggerezza, liberandolo del suo gelo che il suo pennello provava a disperdere in immensi paesaggi verdeggianti.
Piccolo di corporatura, viso rotondo, pochissime rughe, facevano emergere l’aspetto di un uomo sereno che aveva da tempo fatto pace con la vita. In verità Gregor le rughe se le portava dentro, i suoi tormenti e le sue paure lo rendevano spesso inquieto come le scene ombrose che sovente dipingeva.
Pochi amici, qualche conoscente: amava la solitudine a riparo dai rumori e umori degli uomini. Silenzio, tu sei il meglio di tutto ciò che ho udito, soleva ripetersi. Nella campagna in cui viveva appariva di mattina come un piccolo ometto indaffarato con i suoi attrezzi e i suoi sogni. Tenendo sotto il braccio una grossa tavolozza si incamminava verso gli altipiani immersi nella natura selvaggia dove rimaneva assorto per tanta bellezza da cui traeva ispirazione. Passava le giornate a dipingere all’ombra dei grandi alberi, suoi fedeli compagni che gli regalavano frescura nelle calde giornate estive.
Una sera Gregor ritornò a casa stanco. Si stese per addormentarsi allorché fu folgorato dall’idea di dipingere la madre di cui serbava un fervido e doloroso ricordo. Tutto il giorno non aveva fatto granché, solo qualche abbozzo ma l’idea di ricordare la madre dipingendola gli riempì il cuore e pianse al solo pensiero di disegnare gli splendidi e verdi occhi materni, due piccoli oceani che lui immaginava ogni giorno alleggerendo il peso di una distanza oggi incolmabile.
Dopo aver dipinto la madre, colmo di stupore e gioia, Gregor si addormentò e non si svegliò più, mentre la natura intorno continuava armoniosamente la sua vita.
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In carica...



















che tenerezza, quasi una favola dal finale triste.
grazie per le emozioni che sai suscitare nei tuoi fedeli ed appassionati lettori
Ancora una volta sei riuscito a coinvolgermi con questo tuo scritto, complimenti.
ma è uno scherzo o fate sul serio?