C’era una volta un bambino biondo, delicato e raffinato, insomma un piccolo lord. Aveva lo sguardo serio, le venature tristi.
Guardava in disparte i bambini che si azzuffavano divertendosi.
Lui tornava ogni volta a casa con gli abiti lindi e l’animo sporco d’invidia. Si sarebbe gettato ben volentieri nella mischia, ma per il suo ciuffo ordinato i più grandi lo deridevano e i più piccoli giocherellone non lo credevano.
Crescendo scompigliò il ciuffo in un riccio e la sua solitudine in popolarità.
Nonostante gli adulatori e le ammiratrici l’insicurezza era sua compagna e amava ben poco di sé. Quello che più non sopportava era la sua risata argentina, goffa e invadente. Divenne così ladro: si allenò ad ascoltare le risa intorno a sé, iniziò a registrarle e imitarle, in un batter d’occhio imparò a rubarle. Che fossero goliardiche o timide, a risucchio o sommesse, non esisteva ostacolo di sorta al furto. Divenne tanto bravo che la sua maestria gli presentò un conto beffardo: ogniqualvolta che usava una risata, la sradicava dalla gola del proprietario legittimo.
Una alla volta le persone derubate non ebbero di che ridere e il massimo concesso loro era abbozzare un sorriso. Pian piano l’atmosfera intorno a lui si fece cupa e mogia. Non se lo spiegava tutto quel grigiore: solo una notte il mistero gli venne svelato attraverso un incubo, di cui al mattino non ricordava che qualche frammento. Gli restò comunque una sensazione di malessere addosso e per scrollarsene una manciata ripeteva e ripeteva le risate altrui.
Finché un bel giorno di pioggia scrosciante un’adorabile donzella, come lui bionda e delicata, non entrò nella sua vita a squarciare il grigio di cui si era circondato. Fece resistenza, non volle credere, ma all’evidenza non poté che cedere. Erano anime gemelle! Lei regalò a lui nuovamente la sua risata, quella goffa e tanto odiata. Lui a modo suo restituì il bottino. Fu gioia ovunque. E tutti vissero felici e sorridenti.










In carica...




















ottimo post
Fiaba originale con morale ambigua: ridere fa bene, ma attenti a far ridere tutti?