Racconti — 30 ott ’09 15:55

“Sorpresa!” – Estemporanea comunione di credi… di Muchodark Babenco

Alle ventitrè e ventidue del 24 maggio 2133 una figura ammantata d’arancione atterrò su tetto del posto di controllo 12 di San Pietro non producendo più rumore di un passero che inciampa. Davanti alla guardiola i droidi svizzeri, luccicanti come auto di lusso, spostavano metodicamente i visori ad infrarossi scandagliando ogni metro del piazzale.

L’uomo attese qualche istante, poi, quasi senza rincorsa, si esibì in una capriola a mezz’aria che gli permise di superare l’alta cancellata alle spalle della costruzione. Atterrò nel cortile interno piegando le gambe come un’enorme rana e rotolò in un soffio dietro la fila di colonne, prima che le videocamere del circuito interno potessero inquadrarlo. La nottata era incredibilmente calda, si poteva avere l’impressione che l’aria stesse lievitando come un dolce che adoperava come glassa un cielo colmo di stelle. Il misterioso individuo scartava in mezzo al biancore del marmo del colonnato diretto agli appartamenti del Pontefice; dovette bloccarsi soltanto una volta al passaggio di un paio di droidi a rotore che sorvolavano la zona dotati di sensori di movimento. Scelse senza esitazione il grande corridoio decorato da un gigantesco arazzo che ritraeva San Sebastiano trafitto da numerose freccie, l’uomo si fermò per un istante catturato dall’espressione di sofferenza che il pittore aveva saputo imprigionare nei suoi colori e pronunciò qualcosa a fior di labbra in una lingua incomprensibile. Subito dopo tornò ad essere un’entità sfocata che sfrecciava lungo il corridoio.

Raggiunse le porte degli appartamenti papali, sfortuna volle, proprio nel momento in cui una delle guardie scelte della Santissima Trinità Security svoltava l’angolo mentre confermava la propria posizione nell’interfono bluetooth attaccato alla guancia. La guardia scattò come soltanto un meccanismo collaudato potrebbe fare, fendendo l’aria con il taglio della mano diretto alla trachea dello sconosciuto. L’uomo danzò con un fruscio nella seta dei suoi abiti spostandosi all’indietro quel tanto che bastava per mandare a vuoto il colpo e premette leggermente sulla sua tempia. Il mastino della Trinità Security crollò svenuto sul pavimento prima che la consapevolezza del fallimento potesse raggiungerlo.

Finalmente lo sconosciuto aprì la porta della camera da letto del Papa  e si avvicinò al pontefice immerso nel sonno.  Si chinò su di lui coprendo il candore delle lenzuola con la sua ombra e… urlò: ” AUGURI DI UN FELICE COMPLEANNO !!!”

Pio 112° scattò a sedere come se avesse avuto una molla collegata alla schiena, se fosse stato un po’ più giovane forse si sarebbe addirittura aggrappato al lampadario sopra di loro e piantò sul Dalai Lama sorridente uno sguardo simile a quello di un gatto che si ritrova al centro di un’autostrada.
” Ma sei scemo?!Tutti gli anni la stessa storia. ” esclamò in un rantolo.

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