“Una partita giocata col cuore” di Emilia Sensale

Trasalì. Il respiro si fece sempre più forte, sembrava che potesse perforarle il petto mentre il cuore palpitava freneticamente nel torace. Il viso, per natura pallido, accolse un lieve ma significativo rossore sulle gote ed un timido sorriso fiorì sulle sue sottili labbra mostrando lo stesso candore di un giglio. Abbassò lo sguardo verso le quattro carte che tratteneva tra le mani e sfiorò con i polpastrelli il merletto delle maniche della camicia indossata sotto il paltò di velluto marrone. Incredibilmente, fu un semplice alito percepito sul collo color avorio a costringerla a adottare quegli atteggiamenti impacciati e per lei insoliti.
Lui, timoroso d’essere scoperto, si era sistemato cautamente dietro la donna per svelare all’avversario con un rapido movimento di dita quali carte lei possedesse. La storia si ripeteva oramai da tanto tempo ed ogni volta lui si faceva scoprire, dimostrando che non riuscisse a ricoprire meritatamente il ruolo di baro; tuttavia, lei gli permetteva di compiere quei gesti che le arrecavano discapito.
“Greta, che cosa ti è successo? Non ti senti bene?”.
La donna incollò lo sguardo inespressivo sul volto del suo anziano rivale; sorrise poi sognante, avvicinando le dita al collo per sciogliere il nodo che legava il paltò.
“Fa caldo in questa stanza…” si giustificò.
Greta si trovava in un ampio salotto: all’ingresso della sala si trovava un recipiente dove le donne che perdevano al gioco dovevano lasciare i loro gioielli, i quadri esposti in auree cornici ritraevano esclusivamente giocatori, i candelabri in argento erano disposti sul pianoforte in un angolo della stanza e sul tavolino c’erano fiori freschi di campo.
“Sei prevedibile” le fece notare l’uomo di fronte a lei, esponendo le sue carte.
La donna si voltò e vide il baro, il quale le fece un cenno di saluto distendendo le labbra per sorriderle: aveva degli splendidi occhi azzurri, chiari come il cielo in estate.
“Chissà come fai a prevedere le mie mosse…” lo stuzzicò lei, mostrando le sue carte.
Ricordava con piacevole nostalgia l’istante in cui lo vide per la prima volta: fu un tradizionale colpo di fulmine, favoloso per la stessa semplicità con la quale si era manifestato nel suo cuore, potente perché dimostrava che fosse capace di sconvolgerle amabilmente l’anima. Lui inciampava, era impacciato e si faceva scoprire; tuttavia per amor suo la donna simulava di non notarlo. Lei ritrovava quegli occhi azzurri ogni notte in un sogno innocente e disperato consumato fra calde lenzuola.
“Hai perso anche stavolta…” – commentò acremente l’avversario.
Greta si rizzò lentamente e recuperò dallo schienale della sedia il paltò marrone per appoggiarselo sulle spalle, poi offrì la mano all’uomo.
“Rinaldo, hai il nome di un cavaliere, ma in cortesia non spicchi, in verità” commentò lei ridendo.
“Ti sbagli, bellissima Greta” assicurò lui, baciando la mano che lei gli aveva offerto. L’avversario si alzò, le dedicò un inchino e disse: “Sono così cortese che non ti permetto di lasciarmi un tuo pegno… anche perché nulla potrebbe saziarmi, fuorché il possesso del tuo cuore”.
Greta sorrise al suo amico e si allontanò dal salotto pigramente; alle sue spalle percepiva il fruscio delle carte che l’uomo era intento a mescolare attendendo l’arrivo di un altro giocatore. La donna si voltò solo una volta per ricevere il saluto del baro, impegnato a lucidare alcuni bicchieri, poi si diresse sospirando verso il corridoio; si bloccò nel mezzo del tratto e ritornò impavidamente nel salone.
“Rinaldo, ricorda: chi è sfortunato al gioco, è fortunato in amore”.
L’uomo rise. Il baro si volse e vide Greta presso la porta che gli sorrideva arrossendo: lusingato dal comportamento della donna, lui s’inchinò per salutarla e dalla finestra la accompagnò con lo sguardo mentre si allontanava dall’edificio e dal suo cuore.

Submit your comment

Please enter your name

Your name is required

Please enter a valid email address

An email address is required

Please enter your message

Hyde Park © 2017 All Rights Reserved

http://www.rivistahydepark.org

Theme by Marco Savarese

Powered by Marco Savarese