C’era una volta, in un tempo magicamente indefinito ed in un luogo che la Bibbia chiama Paradiso Terrestre, Adamo, il primo uomo creato dall’amore di un’entità divina, il quale a sua volta generò Eva, la prima donna, donando una parte del suo corpo. Similmente, migliaia di anni fa egli nacque da un’esplosiva ira che vomitò gli ardenti brandelli che formarono il suo organismo, dal fervente sangue di una creatura che respirava con sospiri roventi: essa, destinata ad essere madre di qualcosa di meraviglioso e d’ineguagliabile come ogni singola entità presente sul mondo, spense per sempre nel suo caldo grembo la fertilità e dunque la possibilità di dare vita ad altri prodigi naturali, per questo ammirò trepidando il proprio figlio, appoggiato accanto ad essa. Indissolubilmente legato alla creatura che lo generò, con la quale condivideva intimamente l’anima calda e passionale, egli la osservò curiosando il suo vestito sfavillante per la luce del sole e verde chiaro come una landa dove sono spuntati da poco i primi teneri arbusti. Assieme a lei egli s’instaurò vicino al mare e guardò attentamente tutti i figli di Adamo ed Eva che si stanziavano vicino a loro, ai quali egli promise eterna protezione; tuttavia, capitò che varie volte fu proprio egli ad esprimere veementemente una sua collera che appariva crudele ed ingiustificata e che risultò devastante per tutte le cose animate ed inanimate formatesi nelle vicinanze, caratteristica ereditata dalla progenitrice, la quale fu sempre pronta a calmarlo con dolcezza e pazienza affinché egli desistesse dal rovinare ciò che stesse attorno a lui. Fu così, dunque, che lei, Somma, generò per un atto d’amore il Vesuvio, e lo aiutò a prendersi cura del popolo presente alle loro pendici, i Napoletani, i quali si augurano quotidianamente che il Vesuvio non abbia più modo di incollerirsi scatenando terribili cataclismi.
In carica...




















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