“Viaggi di Nozze……in Camper” di Roberto Iannilli

Sono passati, ormai due anni, dal giorno in cui io e mia moglie, decidemmo di cambiare camper. Quel giorno ci recammo da un rivenditore nel nord delle Marche, detto/fatto si partì.
La giornata era assolata, l’entusiasmo di certo non mancava, stavamo cercando “la casa” che ci avrebbe portato per l’Europa nei prossimi anni. Arrivati nel piazzale, proprio al centro dell’esposizione, trovammo un giornalista che stava realizzando un servizio su una coppia di giovani che stavano per sposarsi. L’articolo sarebbe poi stato pubblicato su un giornale specializzato. Lei era dolcissima e lui se la guardava con tenerezza, stavano prendendo in affitto un camper per il loro viaggio di nozze.

Purtroppo erano impegnatissimi e non abbiamo avuto l’opportunità di conoscerli bene, riuscimmo solo a scambiare poche parole, ma le sensazioni che ci procurarono furono tali che ancora oggi, forse perchè ci riportarono alla mente la nostra storia, li ricordiamo con tenerezza.
Qui di seguito ho voluto provare a descrivere, con l’aiuto della mia amica fantasia, le emozioni di quei momenti e di quelli che, probabilmente, hanno poi vissuto durante quello che sarà senz’altro stato un originale ed intensissimo viaggio di nozze.

L’amore era sbocciato!
Intenso, veloce, puro nella sua unicità. Uno di quegli amori che ti impastano l’anima con le nuvole, che tramite le stelle, illuminano i tuoi sogni nelle romantiche sere di tutta una vita.
Quando sei con l’altro e quando, anche da due metri, riesci ad ascoltare il calore del suo corpo, comprendi che la realtà dell’amore ha sconfitto perfino la più fervida fantasia.
Mille sensazioni, ma tutte concentrate in pochi secondi, dove l’amplesso più profondo era tra gli sguardi; con i corpi, inerti, bloccati dall’eccezionalità del momento, estasiati, sbalorditi, felici di capire che quell’attimo, con certezza, sarebbe durato per tutta la vita.
Vivevamo il mondo in tutti i suoi aspetti, rubavamo le sue parti più belle solo per noi stessi. Potevamo stare ore a guardarci, attenti ai momenti ed ai movimenti che il corpo dell’altro ci regalava; il battere di una ciglia, significava ti amo; alzare le pupille verso il cielo, la felicità; chiudere gli occhi per un attimo, mio Dio grazie per aver creato l’amore!
Con il respiro dialogavamo; le nostre labbra, unite, delicatamente serrate, non volevano smettere di “parlare”. Gli sguardi riempivano le nostre menti, mentre il contatto dei nostri corpi, ampliava la voglia che ognuno aveva dell’altro.
Ci vollero pochi giorni, anzi pochi attimi, per decidere che le nostre vite dovevano unirsi.
Al nostro parroco, chiedemmo, imponemmo! Che per l’attimo del nostro SI, dovevamo essere l’uno di fronte all’altra, occhi negli occhi e mani nelle mani. Oltre a quello della parola, ci regalammo i Si dell’anima e del corpo.
Felici di essere insieme e di aver detto quelle due sillabe che ci cambiarono la vita; ancora nella mente e nel corpo quella voglia pazza di essere liberi nel nostro amore, decidemmo che per il viaggio di nozze avremmo usato il camper. Soluzione che ci avrebbe permesso di vivere e scegliere tranquillamente i posti e cose da vedere.
Partimmo al mattino, molto presto, ma con il sole già sveglio, non salutammo nessuno, l’avremmo fatto più tardi al telefono. La strada scorreva insieme alla nostra voglia di vedere; la linea bianca, discontinua, sull’autostrada era un aiuto fedele al nostro occhio, il mare sulla destra riempiva d’azzurro sia gli occhi che il panorama, il sorriso di lei si espandeva e dava vita in quella nostra prima casa. Sapevamo che lo sarebbe stata solo per poche settimane, ma eravamo certi che sarebbero state tra le più belle della nostra esistenza. Io alla guida mi sentivo un padreterno, la mia donna mi guardava ed ogni tanto, quando si alzava dal sedile vicino alla guida, lasciava scivolare la sua mano dietro il mio collo. Quelle dolci carezze erano e sono lo “zucchero” della nostra storia; sento ancora quel brivido scorrermi, piacevolmente, per la schiena. Non decidemmo nessuna meta, ci lasciammo trasportare dalla strada e dalle simpatie del momento. Era sera quando arrivammo sulle rive di un piccolo lago, trovammo posto proprio a pochi metri dalla sua riva, altri due camper arrivarono poi e ci fecero compagnia per la notte. Mia moglie ( che parolone!) iniziò a preparare la sua prima cena, provai ad aiutarla, ma non ci fu nulla da fare, voleva, anche se per pochi giorni, fare la casalinga. Sistemò la tovaglia a quadri rossi e bianchi sul tavolo della piccola dinette, aprì le tendine e la finestra che vi si trovava sopra. La lasciai armeggiare tra pentole e cibi vari, non immaginavo che in un camper si potessero cucinare tutte quelle cose. Ne approfittai per avvicinarmi al lago, vidi, di fianco al camper delle margherite e dei fiori viola, ne raccolsi un mazzetto con l’idea di regalarli al mio amore, bussai, chiesi spiritosamente, permesso? Lei apri la porta, il suo sorriso arrivò prima della sua immagine, aveva messo un grembiule, il suo aspetto era delizioso. Le donai i fiori, il suo sorriso fu più lungo e accattivante degli altri, li avvicinò al suo naso per carpirne il profumo, mentre i suoi occhi erano tutti per me, mi prese per mano e mi invitò a sedermi, appena entrato, rimasi stupito da come aveva organizzato la tavola, prese un bicchiere di carta e lo trasformò in vaso per i fiori che gli avevo regalato, lo mise proprio al centro del tavolo. La sera stava arrivando, ci accomodammo, dalla finestra lo spettacolo era unico, i colori del lago e del bosco circostante, all’imbrunire, davano un senso di favola a quei momenti particolari, spense le luci ed accese due piccole candele poste sul tavolo, cenammo nel silenzio del lago, la vista era quella dei poster. Da quella sera in poi decidemmo che avremmo sempre trovato un paesaggio o un luogo particolare dove cenare. Era eccezionale, potevamo mettere la nostra casa dove volevamo. Dopo aver mangiato, un signore ed una signora si avvicinarono alla nostra finestra, era aperta; ci salutarono, erano i signori del camper vicino, ci porsero un piccolo pacchetto, dissero auguri ragazzi! Sbalorditi chiedemmo come avessero saputo, era semplice, dei nostri amici avevano attaccato un cartello dietro il camper con su scritto ” Oggi sposi”. Sorridemmo per quello scherzo, ma anche per la gentilezza di quei camperisti che nemmeno conoscevamo. Li salutammo e li invitammo a prendere un caffè da noi. Parlammo della vita e dell’amore, dei viaggi, sembrava ci conoscessimo da sempre. Era la gentilezza dei viaggiatori, di quelli nomadi, abituati alla strada, trasmettevano simpatia e saggezza nei loro discorsi parlarono anche di dolore, la vita è bella se si impara a goderla ed accettarla. La notte aveva preso il posto del giorno, la luna si rifletteva suggestiva nel lago, una lampada accesa illuminava due pescatori proprio sulla riva del lago. Mentre il mio amore rassettava, io feci una doccia, era la prima volta in un camper, feci attenzione a non usare troppa acqua, fu piacevolissima. Arrivò la mia lei e prese il mio posto nella doccia, l’ambiente era stretto ed il suo corpo nudo accarezzò il mio, il profumo di mia moglie mi inebriò, la strinsi a me, la baciai e accarezzai. Allontanò da se i miei baci appassionati, praticamente mi spinse fuori, ordinandomi di chiudere porte, finestre e di mettere gli oscuranti. Sapevo già cosa mi aspettava!
Misi qualcosa addosso e seguendo gli ordini del mio generale, sistemai il camper per la notte. Tolsi la copertina sopra il sacco a pelo aperto del lettone matrimoniale posto sopra il gavone garage, sistemai i cuscini e misi un po’ di musica, di quella che piaceva a lei. Non feci in tempo ad arrivare sul letto, la porta del bagno si aprì e lei ne uscì in tutta la sua bellezza, indossava soltanto una t-shirt bianca, d’altronde anch’io indossavo solo l’asciugamano legato in vita. Si avvicinò, ci amammo con passione sui sedili della dinette, le carezze ed i baci si spostarono nel nostro lettone. Amarsi in quella piccola casa viaggiante, sulle sponde di un laghetto romantico, fu un’esperienza elettrizzante. Il sonno avvolse il nostro amore nelle sue braccia, il primo giorno di matrimonio e di viaggio era appena passato. Il viaggio continuò, come l’amore che ci univa. I giorni seguenti furono più belli del primo, le cose che vedemmo, le persone che conoscemmo non ci fecero mai rimpiangere la scelta di affidare il nostro viaggio di nozze ad un camper.

Robero Ioannilli

1 comment on this postSubmit yours
  1. BELLO. Sì, bello. Che ne dici, però, di rivedere la punteggiatura?
    Dov’era, poi, quel lago? A Scasazza? Ce ne sono di laghi a Scasazza? La preparazione della tavola, poi, si è prolungata da pranzo a cena? …
    Comunque, il racconto si è fatto leggere. Mi chiedevo costantemente: ma dove vuole arrivare? Ed ho letto. POI… sei “arrivato” TU e… STOP! :-(

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