“Zaira” di Fabio Orefice

Zaira !? Che significa? Un nome? E a che serve un nome? Si mangia? No. Si beve? No.

Ci si dorme? No. Allora ci si gioca? No. E che ci si fa con un nome? Certo che questi gatti grandi a due zampe sono proprio strani! Sarà che io sono piccina, come dicono loro.

Forse anch’io, da grande, avrò il pelo solo sulla testa e girerò a due zampe. E la coda? Che fine farà la coda? E poi… a che serve un nome? A “chiamarsi”? Che complicati questi adulti! Io sono io, lo so. Che bisogno c’è di darmi un nome? Forse perché da grandi ci si scorda le cose? A me sembra di sì. Che pigri questi grandi!

Proprio pigri. Usano l’acqua per fare la toletta invece della lingua. Che spreco! L’acqua si usa per bere! E anche di vista diventano pigri! Io la sera vedo pure meglio! Loro, invece, mettono il sole dentro bolle di vetro, e la sera lo fanno sorgere a comando. Sennò sono guai! Vanno a sbattere e non trovano le cose! Che ridere vederli!

E poi, che cucce grandi che si fanno gli adulti! Sono piene di alberi di legno senza radici, fatti a forma di animali, con il dorso, quattro zampe, ma senza testa! Le usano per accucciarsi. Certe volte, le usano anche per sedersi e fare pappa. Fanno così. Si mettono sugli alberi animali, e tutti intorno, mangiano le prede sopra un albero animale più grande. E, pensate, sono così pigri che nemmeno abbassano la testa per portare il cibo in bocca, no! Usano finte zampe di metallo con gli artigli aperti, e così afferrano il mangime e, incredibile, fanno salire su il mangiare invece di scendere loro a prenderlo! Oh Santa Gatta! Io ci vado sopra, agli alberi animali, così posso guardare tutto più in alto, e se c’è qualcosa che mi piace, tipo uno spago penzolante, una pallina o una mosca … Zàcchete!!! Balzo giù, e me la prendo!

Ehi!! Ehi!! Fermi tutti! Una mosca! Una mosca! Eccola! Sta vicina alla porta invisibile!

Si, certo, la porta invisibile! Ma come? Tutti i grandi ce l’hanno nelle loro grandi cucce! Allora, adesso vi spiego. Ogni grande cuccia costruita dagli adulti è fatta dentro da tante cucce piccole. E ogni cuccia piccola serve a qualcosa. C’è la cuccia con la lingua sputa acqua per fare la toletta e con la lettiera senza sabbia, alta alta, e con un grande buco sotto che quando hai fatto i tuoi bisogni, fa i rutti e i gargarismi! Poi ci sono le cucce per dormire o fare cose strane, tipo mettersi cose colorate addosso per coprirsi. Forse perché i grandi si vergognano di non avere più il pelo?

A volte qualcuno, in queste cucce, si siede su un albero animale e muove le zampe per far uscire luci da una scatola.

Il mio fratello maggiore, anche lui pigro e a due zampe, ha due scatole nella sua cuccia per dormire. In una ci vede altri gatti adulti che miagolano cose e fanno cose. Ma non ci può miagolare, e non li può toccare. A che serve? Poi, penso io, ci sono tanti gatti adulti nelle grandi cucce vicino alla nostra. Perché non ci si miagola assieme? E magari non si va a caccia con loro? Io non capisco proprio. Che gusto c’è solo a guardare? Fuori è pieno di cucce, e gatti grandi e piccoli, e strade, e alberi su cui arrampicarsi. Mica quando si diventa grandi, viene più paura di fare le cose che fanno anche i piccoli come me? Oh Santa Gatta spero di no!

Poi, certe volte, lo sento miagolare da solo, con un orecchio grigio e nero che si toglie e si mette. Lui ci miagola dentro, poi aspetta, e poi ci miagola ancora. Ma che vuol dire? Forse è come le zampe artigliose per mangiare? Serve a fare le cose con più comodità? Allora, se è così, miagola con gatti più lontani? E pure se è così, ma ce ne sono tanti più vicini di gatti! Con certi, di quelli che vede da vicino, dico, si saluta, ma nient’altro. Con certi altri nemmeno quello. Sembra più contento quando miagola con quelli lontani, con l’orecchio che si toglie. Allora da grande, anch’io diventerò contento a miagolare da lontano, ma se incontrerò qualcuno da vicino, non ci giocherò e non gli miagolerò niente! Bah, sono fatti alla rovescia questi adulti!

Ah già, quasi dimenticavo! Il mio fratellone ha anche una seconda scatola. Ma con questa qui non guarda solo. Quest’altra scatola qui ha dei cubetti neri sotto, e quando lui li schiaccia veloce con le zampe, sopra escono luci e forme! Ma come fa? E ci sta sempre tanto! A volte, quando ho fame, o mi annoio, gli devo miagolare da vicino per farlo smettere un po’, però lui mi capisce subito!

Allora, dopo che si è alzato e mi segue, o mi dà da mangiare, o mi tira un filo di spago per farmi fare un po’ di ginnastica, o magari mi lancia una pallina gialla. Le amo, le palline gialle! Amo il giallo!

Facciamo sempre che io mi metto di fronte a lui, poi mi lancia la palla, io la rincorro. E dopo, lui mi raggiunge, riprende la palla, e aspetta che io mi acquatto in un altro angolo. E via così! Che bello, è troppo divertente! Però vedo che i grandi giocano solo con me. Tra loro no. Che noiosi! E poi… Ma dove vanno a caccia! Io vedo sempre che le prede sono già pronte. Non voglio essere cattiva, ma secondo me, vanno in qualche tana, dove le prede si preparano da sole. O magari, chissà, qualcun altro le prepara per loro! (ma non dite che ho detto così, magari si offendono!).

Il mio fratello maggiore, come vi stavo miagolando, ha una scatola di luci con i cubetti che tocca e fanno uscire le luci e le forme. Io lo guardo, ogni tanto. Secondo me lui così va a caccia. Sì! Si acquatta, aspetta, mugola un po’ (ma non per fare le fusa e), poi zampetta, fa uscire le luci, e sembra contento. Penso, è contento perché ha trovato la sua preda. E poi, se non coccola me, o non sta mangiando, quando è nella cuccia, sta sempre lì. Anche quando è arrabbiato, ci va. Se lui si arrabbia o è triste, fa due cose. O mi prende in braccio (ed è uno spasso, perché così, oltre a beccarmi i grattini, guardo tutto dall’alto, poggio le zampe sul suo petto, testa alta, e, se mi sconfiffera, giù in picchiata!), o va a caccia sulla sua scatola delle luci. Sì sì, di sicuro è una caccia la sua, perché sembro proprio io quando mi acquatto per catturare una mosca. E anche la scatola di luci un po’ somiglia alla porta invisibile. Oh, che sbadata! Mi sono scordata di spiegarvela!

Avete presente quando correte correte verso una preda e finite in una cuccia, tipo la cuccia per il mangime, e sbattete contro una porta che dentro sembra vuota perché riuscite a vederci quello che sta fuori? Ecco, allora sapete cos’è una porta invisibile. E, di sicuro, anche voi ci avete sbattuto contro almeno una volta! Però è sempre là che si arrampicano le mosche!

E mi sa che la mosca che cerca sempre mio fratello si arrampica sulla porta invisibile della sua scatola di luci. Così,quando zampetta e fa le luci, riesce quasi a prenderla.

Tante volte ne miagola anche con i grandi come lui. E gli sento miagolare cose come “Ispirazione”, “Racconto”. Ultimamente, però, miagola più spesso “Fiori” e “Zaira”.

Io penso, chissà, che Ispirazione e Racconto lo aiutino a fare la caccia, e Fiore e Zaira sono le prede. Chissà però perché ha dato un nome alle prede. Forse perché, dato che è un adulto, finisce per scordarsi di loro e non le cattura? Oh Santa Gatta, che ridicolo!

Però, sapete, a me piace quando lui fa questa caccia. Vuol dire che, anche se sembriamo tanto diversi, abbiamo in comune le cose più importanti. E poi, lui è il mio fratello più grande!

Spero che alla fine lui li catturi … Specie i fiori, io ci vado matta! Sono colorati, profumati, e che foglie saporite che hanno intorno! Sono così … fogliose!

A proposito di cose in comune. Io non vedo la porta invisibile quando vado a caccia. Ma lui non vede le sue prede! Almeno io, non le vedo mai. Ma come fa a cacciare, mi chiedevo.

Poi, dopo un po’ che lo osservavo, ho capito una cosa. L’ho capito vedendo come si impegna quando lo fa.

Ho capito che a volte, quello che non vediamo esiste lo stesso, e fa pure male se gli vai contro senza stare attento!

E che, a volte, se cacci con tanta attenzione, puoi trovare cose ancora più belle ed entusiasmanti di quelle che si vedono!

Oh Santa Gatta! Eccola, eccola! Mosca Mosca Mosca!!! Mhmh, non resisto! S’è messa di nuovo sulla porta invisibile! Stavolta non mi scappi!

Ehm, scusatemi, ora dovrei acquattarmi. Con permesso e …

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