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“Nel più alto dei cieli” di Lorenzo Lombardi

“Nel più alto dei cieli” un film di Silvano Agosti. Già dal titolo si può capire la tematica. La storia narra di un gruppo di persone che vanno in pellegrinaggio a Roma per trovare il Papa e rimangono chiusi nell’ascensore del Vaticano. In questa assurda situazione i protagonisti impazziranno e faranno uscire tutta la loro cattiveria. La storia ricorda molto “L’angelo sterminatore” di Luis Buñuel ma, a differenza di quest’ultimo, i personaggi attaccati non sono borghesi bensì i cattolici e i comunisti. Infatti nel famigerato ascensore troviamo un prete marxista, varie suore e dei sindacalisti. Ho rivisto in questo film situazioni Buñuelliane ma, Agosti, strizza l’occhio anche ad artisti come Jodorowsky, Arrabal e Cavallone. Diciamo che quest’opera può considerarsi un “Film-metafora”. Il lettore si chiederà, Metafora di cosa? Credo che il regista con questo film abbia voluto far capire che tutti gli uomini sono uguali, pur essendo a volte uomini di chiesa o schierati politicamente. Ma in che modo uguali? Cioè simili per quando riguarda la cattiveria, cioè tutti i protagonisti escono fuori il loro lato animalesco trovandosi in una situazione disperata allora ritroviamo un prete che arriva a violentare una ragazzina, un uomo che uccide un suo simile solo per placare la sua rabbia, persone che arrivano all’antropofagia pur di mangiare. Interessante è anche la voce che si sente dagli auto parlanti dell’ascensore che trasmettono a intervalli di tempo una trasmissione molto simile a Radio Maria che incita seguire degli insegnamenti della Bibbia quasi a indicare che Dio è sempre con noi e cerca di inculcarci i suoi insegnamenti ma, come accade nel film, questi insegnamenti in situazioni disperate non valgono niente e vengono tranquillamente infranti anzi, infrangendo quegli insegnamenti a volte si può sopravvivere. Allora buttando via i falsi moralismi ritroviamo una suora che fa sesso e che in quel momento sta “bene” rispetto alla situazione creata intorno a lei. Credo sia geniale la scritta che appare all’inizio del film che dice “la vicenda narrata in questo film è immaginaria. I personaggi che la vivono purtroppo no”. Forse questa frase ci fa capire che nel mondo esistono davvero i soggetti che troviamo nel film. Bisogna anche stare attenti alle frasi che alcuni di essi dicono che sono delle “frecciatine” che attaccano sia la politica che la chiesa. Infatti è molto bella sia la frase che dice all’inizio il prete marxista (“anche mia madre che ha 85 anni ha votato comunista e non ho neanche dovuto convincerla, il glorioso mondo cattolico sta morendo”) sia la figura della suora che considera tutti “SenzaDio” e peccatori. La suora di certo rappresenta tutti quei moralisti che sono destinati a soccombere (come succede nel film) per mano delle persone  che sono stanche di essere giudicate per nulla. Concludo questa recensione dicendo che il film di Agosti è un’opera molto bella e che, in Italia, dovrebbero fare più film di questo genere (surreali e grotteschi) e non i soliti film buonisti che parlano di amori stupidi come succede ultimamente.

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