UNA VERGOGNA CHE NON CI SIA IN ITALIA!
Quando si nomina il nome di john Waters ci si domanda chi sia. In America è conosciuto come il “regista del cattivo gusto”. Purtroppo in Italia è conosciuto solo per il film “La signora ammazza tutti” e la serie tv “Finchè morte non ci separi”.Solo i cultori del cinema di genere sanno chi è realmente John Waters e ciò che ha fatto. Lui, baffetto fino e cinismo spinto al massimo. Oggi non mi soffermerò sulla sua filmografia ma sul film “A dirty Shame”, ovvero il suo ultimo film (datato 2004). Il film può sembrare una commediola americana ma in realtà non lo è. Allora ci si domanda cosa possa essere questo film. E’ un attacco al moralismo e alla libertà sessuale. La storia narra di una vita vuota trasformata dal sesso. Sylvia Stickers (la protagonista del film) è una donna abituata a una vita monotona e che ha una figlia super maggiorata che ama esibire le sue forme. Un giorno in seguito a una botta in testa la sua vita cambia e decide di darsi ai piaceri del sesso dimenticando la sua natura di puritana. Il suo cambiamento sarà seguito da un “santone del sesso” chiamato Ray Ray. Non svelerò il finale del film. L’elemento divertente del film è soprattutto la scoperta da parte della protagonista delle perversioni di tutte le persone della città. Forse il regista con questo film ci fa capire come, a volte, le persone che consideriamo puritane nel loro intimo e nelle loro case sono peggio di un qualsiasi maniaco. Ma con A dirty shame c’è una incitazione a tirare fuori le proprie perversioni, che in fin dei conti, non fanno male a nessuno. Diciamolo, il sesso non ha mai ammazzato nessuno. Allora è divertente vedere nel film il poliziotto rispettato da tutti che ama vestirsi da bambino e comportarsi come tale o vedere un uomo che defeca dappertutto solo per il gusto di farlo. Purtroppo questo film in Italia non è mai uscito e mai stato doppiato forse per colpa di quella gente che considera immorale parlare di sesso in un film in modo esplicito (solo nel linguaggio) ma divertendosi. Il film è tutta una burla a dispetto appunto dei moralisti. Nel film abbiamo l’esempio pratico. La madre del marito di Sylvia è la più moralista di tutte e ha paura di tutto maniaci, omosessuali, perversioni strane (arriva anche a non far uscire la figlia per strada perché è convinta che ci siano peli pubici nell’aria di gente che ama rasarsi) e sarà proprio lei nel finale a diventare come gli adepti del sesso che si propagano nella città. Il regista ha voluto fare anche un omaggio al cinema horror infatti, alla fine del film, i cittadini riscopriranno il piacere della perversione e si riverseranno nella città come un branco di zombies affamati creando una super orgia nella quale il regista mostra in maniera divertente delle perversioni che possono sembrare assurde e grottesche. Concludo la recensione con il leitmotiv del film che racchiude tutta la sua essenza e il pensiero dell’autore “Let’s go sexin!!”.
In carica...




















Segui Hyde Park su . . .