Recensioni — 6 ott ’09 15:07

“Gli abbracci spezzati” di Maria Serena Carrara

Film tipico di Almodovar fatto di intrighi, segreti, bugie, passioni e tragedie, tutto narrato con un tocco di ironia.

Un regista di film cieco racconta la sua storia a un giovane ragazzo. La trama si sviluppa quindi con continui flash back tra il presente e il passato, creando inizialmente mistero e confusione sulle identità di tutti i personaggi. Un tempo non cieco l’uomo aveva avuto una travolgente storia d’amore con un’aspirante attrice (Penelope Cruz), la quale però aveva un’altra relazione con un ricco uomo d’affari. Quest’ultimo, ossessionato dalla donna e morbosamente geloso, farà di tutto per tenerla legata a sé.

A far padrone nel film sono le debolezze umane. Ogni personaggio mostra dei limiti e delle fragilità, alcuni anche in modo quasi caricaturale. L’amore è quasi un’ossessione, che porta gli individui a compiere nefandezze e che spesso genera invidia, gelosia e sete di vendetta. Originale la regia, in classico stile Almodovar, che riesce a creare mistero e suspence in modo quasi Hitchcockiano. La Cruz è come sempre brava e bella.

VOTO: 7

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