“Ipse dixit: il rischio Vesuvio non ha nulla a che vedere con la vita quotidiana” di MalKo


L’approvazione qualche giorno fa del piano paesaggistico regionale, varato dalla giunta Caldoro, porta la firma e la zampata dell’assessore all’urbanistica Marcello Taglialatela. Il piano sarà riproposto in consiglio regionale per essere approvato in via definitiva. La legge Taglialatela, ahinoi, attenuerà anche i rigidi vincoli all’edilizia previsti dalla legge regionale 21 del 2003 nella zona rossa vesuviana.

Il simpaticissimo sindaco Carmine Esposito di Sant’Anastasia, esulta per il grandissimo risultato “politico” che ha raggiunto per interposta persona col disposto regionale, perché così si ridanno toni e muscoli alle betoniere che rischiavano di arrugginirsi con la legge varata da quel “semplicista” di Marco Di Lello nel 2003.

Il sindaco degli anastasiani avvilisce il rischio Vesuvio ma è un grande sostenitore delle ristrutturazioni via abbattimento e rifacimento per contrastare il suo pericolo preferito: quello sismico. << Il rischio Vesuvio non ha nulla a che vedere con la vita quotidiana…>>. Così afferma con sapienza il Mayor Esposito. E’ opinione di molti invece, che forse tutta questa bagarre che di politica non ha niente, sia stata architettata per dare risposte alla viscerale voglia di condoni edilizi.

Chissà come saranno interpretate dalla nuova normativa le case bloccate allo stato di rustico, cioè pilastri e solai in bella mostra senza pareti. Abbattibili, condonabili o fatiscenti da recuperare? Oggi ci passa il vento su quei palazzi senza infissi e senza intonaco. Un venticello che scendendo dal monte reca con sé un penetrante odore di ginestre racimolato lungo il cammino da zefiro, di fiore in fiore, tra gli ammassi di cenere e lapillo che lambiscono e sovrastano le costruzioni disabitate ancora per poco…

I sostenitori di Carmine Esposito e degli altri 13 primi cittadini della zona rossa che si sono riuniti nel feudo del sindaco esultante, saranno contenti di un agire volto a dare un “solido” tetto ai propri figli e nipoti e parenti e amici, aggiungendo solo un po’ di gente alla gente già ammonticchiata sul vulcano dormiente.

Il rischio sismico comunque sarà domo, alla faccia dei Soloni e dei menagramo dell’eruzione! Per quanto riguarda l’incondonabile nube ardente a ottocento gradi di temperatura che potrebbe precipitare in caso di eruzione giù dai declivi sommesi e vesuviani spazzando tutto, ci sarà tempo per pensarci e si farà affidamento al calcestruzzo soprattutto quello armato da opporre inutilmente a mo’ di scudo alla coltre plumbea infuocata…

<< Il rischio legato alle abitazioni nell’area del Vesuvio è un problema di coscienza, non solo di tecnici e geologi… >>. Il Professore Annibale Mottana così ha concluso la sua relazione a Roma il 22 giugno 2012 al termine dell’anno accademico dei Lincei: presente anche il Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

In una relazione non certo rassicurante, Mottana in qualità di geologo ha ricordato come il Vesuvio sarà inesorabilmente destinato a una nuova eruzione. Allora, ha detto: <<saremo di fronte ad un problema sociale immane e insolubile, una situazione impensabile in un Paese civile>>. Una situazione, rileva l’esperto, dove le autorità ”tacciono e lasciano correre, quando non deliberano addirittura deroghe alle norme di sicurezza o condoni.

Ai cittadini e alle associazioni che sentono forte il bisogno di sicurezza e di giustizia sociale e d’istituzioni che funzionano e di esempi da seguire, invitiamo a una maggiore partecipazione anche se fatta di sola consapevolezza. Bisogna rinascere ideologicamente: cambiare stile di vita.

Il consiglio regionale dovrà riunirsi per approvare definitivamente la legge Taglialatela che rimette mano al cemento nella zona rossa Vesuvio. I voti come diceva Annibale Mottana, devono essere dettati in questo caso dalla coscienza. Seguiremo quindi con attenzione gli interventi, gli emendamenti proposti e il voto finale.

Intanto fotografate i famosi rustici presenti nelle vostre zone. Metteteci la data. Li rifotograferemo tra qualche tempo. Se sono rimasti nello stesso stato faremo ammenda pubblica per aver dubitato della buona politica. Viceversa, confezioneremo un album fotografico da inviare al Prof. Edoardo Cosenza, che forse c’è ancora alla Regione Campania, quale assessore ai lavori pubblici e capo del servizio prevenzione e previsione della protezione civile regionale. Esattamente quello che concordò il 18 febbraio del 2011 e senza mezzi termini col Prefetto Gabrielli capo dipartimento della protezione civile in visita a Napoli, che:<< il rischio si misura anche sull’antropizzazione dei territori…>>.

Già sul finire del 2010 si notavano i preamboli all’odierna notizia cementiera. Un emendamento alla legge regionale numero 1 del 2011 (piano casa) presentata da un consigliere regionale del Pdl di Somma Vesuviana, comportò nei disposti la possibilità per i residenti della zona rossa di dar corso a interventi di ristrutturazione edilizia anche mediante demolizione e ricostruzione in altro sito.

Il responsabile della protezione civile regionale, appunto il Prof. Edoardo Cosenza, dichiarò nel merito quanto segue:<< Lo prometto! Neanche un cittadino in più dovrà entrare nella zona rossa (“Corriere della Sera” 12/01/2011)>>.

Il sindaco Esposito intanto ha riferito che utilizzerà il satellite per braccare gli abusivi. Da oggi in poi però. Intanto vuole sapere dalla Regione se ci sono soldi per le vie di fuga (in realtà il terremoto non prevede vie di fuga ma l’individuazione di aree sicure).

Che dire. Quest’articolo proveremo a tradurlo in inglese in modo che all’estero si sappia cosa succede all’ombra del vulcano più famoso del mondo, che ascrive nella sua storia formidabili “terremoti” pliniani e sub pliniani avvenuti nel 79 dopo Cristo, nel 1631,nel 1906 e l’ultima scossa si ebbe nel 1944. Da allora non si avverte più niente. Qualcuno dice che il terremoto più intenso avvenne circa duemila anni prima di Cristo e si chiamò il terremoto pliniana di Avellino. Sulla polvere ancora i segni dei piedi dei fuggitivi… eruzioni? No!no! Terremoti, da quelli dobbiamo difenderci; parola di sindaco, abbattendo case fatiscenti da ricostruire sempre in loco con ferro zigrinato e zelo cementizio…

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