“Intervista a un babbuino” di Marisa Attanasio
Pablo è andato in vacanza in Africa per dedicarsi a una delle sue attività preferite: osservare gli animali. Prima di realizzare questa intervista, Pablo stava osservando un babbuino intento a spulciare un suo compagno. Essere osservati non è esattamente tra le cose che i babbuini adorano, diventano un po’ nervosi. Ecco il motivo di questa… ehm… scomoda intervista.
B.: (rivolto a Flick, l’amico intento a spulciarlo) Aha! Eccolo qua, Flick, un altro guardone!
P.: (a testa in giù) M-mi scusi, s-signor B-babbuino, ma io non sono un g-guardone. Volevo s-solo…
B.: Sì, sì. Dicono tutti così. Venite da fuori per spiarci, eh? Per chi lavori, eh? Chi ti manda, su, sputa il rospo!
P.:C-chi mi manda? Ah, sì. Sono un inviato della rivista Hyde Park e sono qui per…
B.: Spiare la nostra famiglia! Beh, non ve lo ha mai detto nessuno che ci date un immenso fastidio! Se all’improvviso, mentre state facendo quello che vi pare, vi trovaste un babbuino alle calcagna, che cosa direste, eh?
P.: Certo, m-mi scusi, signor Babbuino. Ora che abbiano chiarito, p-potrebbe essere così gentile da mettermi giù?
B.: Te lo sogni! Adesso io ti porto dal nostro branco! Non era questo che volevi, forse?
P.: Oh, no! Cioè, ecco, io volevo solo osservare le vostre abitudini.
B.: Adesso te le faccio vedere io le nostre abitudini!
P.: Signor Babbuino, mi ascolti. Se oggi è impegnato, posso tornare un’altra volta, quando vuole lei, magari. Non si disturbi a riaccompagnarmi fuori dalla savana, conosco la strada.
B.: Niente affatto! Tu vieni con noi. Flick! Accompagniamo il nostro amico a casa.
F.: Arrivo, capo!
P.: (a testa in giù, un piede tra le mani del babbuino grosso e l’altro nelle mani di Flick) Ehm, stavo più c-comodo prima, ma non fa niente, mi adatto!
B.: Allora, amico! Che cosa volevi sapere di noi?
P.: Oh, già, quasi dimenticavo! La prima domanda che mi viene in mente adesso è…. Che cosa mangiate di solito J?
B.: Siamo onnivori! Andiamo matti per i vegetali, erba, bacche, frutti, radici e simili, ma ci piacciono un sacco anche gli insetti, sono piccoli ma saporiti, i vermi, le lucertole, le uova di quei babbei di uccelli. I cuccioli delle gazzelle, poi, sono una vera prelibatezza! A proposito….(annusando Pablo), non dovresti essere così cattivo!
P.: Oh, sì invece. Quelli della nostra razza non sono affatto commestibili, anzi, poiché mi è simpatico, le confido un segreto, signor Babbuino. Siamo perfino velenosi!
B.: Mmmm, vedremo!
P.: Beh, cambiando argomento. Come vi organizzate la giornata? Oltre a scovare i… guardoni, intendo!
B.: Bah, niente di particolare. Di giorno ce ne andiamo un po’ in giro tutti assieme per cercare cibo. Abbiamo un udito sopraffino e la vista altrettanto, difficilmente ci scappa qualcuno! Di solito camminiamo a quattro zampe, ma ora, capirai….l’esigenza.
P.: Sì, certo, capisco.
B.: Ci piace anche arrampicarci sugli alberi, siamo molto bravi, sai? Adoriamo riposare, tra una camminata e l’altra e una cosa che ci piace tanto è pulirci il pelo a vicenda, come stava facendo il caro Flick, prima che venissi tu a interromperci. Lo chiamano grooming. Ci teniamo molto all’igiene e poi così familiarizziamo tra noi.
P.: Ah, simpatica usanza! E, mi dica, quanti siete in famiglia?
B.: Ci sono branchi poco numerosi, fino a una decina di elementi e quelli più grandi, fino a 200 e più. Il nostro è un branco abbastanza numeroso, siamo 120 e tra poco li conoscerai tutti, eh, eh!
P.: Non vedo l’ora! E, mi dica signor Babbuino, con le femmine…come va?
B.: Ehi, non vorrai mica provarci con le nostre pollastrelle?!
P.: Oh, no, no! Stia tranquillo, non sono il mio tipo.
B.: Sarà meglio per te, amico! Le femmine ci rispettano. Quando ce ne andiamo in giro, stanno sempre dietro noi maschi. Se fiutiamo un pericolo, siamo pronti a mostrare i nostri canini ben affilati, vedi?
P.: (deglutendo) Vedo!
B.: Sai, a volte diventiamo un po’… aggressivi!
P.: Davvero? Oh, non l’avrei mai detto!
B.: Tornando alle nostre pollastrelle, beh, fanno un po’ le difficili, sono disposte a stare con noi solo pochi giorni al mese, ma in quei giorni…
P.: Ok, ok. Non è il caso di entrare nei particolari! E i piccoli?
B.: Di solito le nostre femmine hanno un solo piccolo per volta, ci mettono sette mesi, ma devo dire che sono proprio carini.
P.: Non lo metto in dubbio!
B.: I piccolini vengono sempre con noi, nelle nostre camminate, se ne stanno attaccati alla mamma, così non devono fare fatica. Ciucciano il latte per i primi mesi, ma appena diventano marmocchi etti, se ne vanno in giro a giocare per i fatti loro. Naturalmente noi li osserviamo da lontano e, se è il caso, interveniamo.
Ehi, aspetta un momento! Che cos’era questo rumore?
P.: Rumore? Io non ho sentito niente!
B.: Si capisce, voi altri avete l’ovatta nelle orecchie. Flick, pensi quello che penso io?
F.: Oh, temo proprio di sì, capo!
B.: (lasciando cadere Pablo) E’ il nostro nemico giurato! Maledetto leopardo! Via, scappiamo!
P.: Wow! Che fortuna, mi hanno lasciato! Ma hanno detto… leopardo?! Ehi, un momento, non lasciatemi qui da solo! Aiutooooo!
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