“Chi è solo” di Maria Tosa
L’aria fredda incide squame sulla pelle,
abbassa sguardi al riparo,
allunga il passo della gente sulle strade.
Chi è solo procede senza fretta,
offre il suo dolore al gelo
nello spasmo dei respiri.
Si trascina lento verso casa
nella desolazione di chi sa,
che non vi è nessuno ad aspettare.
Si attarda nella penonbra del vicolo,
ricorda le occasioni perdute,
astratte e labili come i rimpianti.
Piegato sotto un peso immaginario,
sale le scale in attesa di un domani
foriero di nuove speranze.
Apre la porta su silenzi
che si consumano lentamente come candele,
nell’angoscia incalzante
del vuoto che invade.
ARTICOLI CORRELATI :
Un'omelia lenta avvolge le pareti, accompagna il fluire delle ombre. Distoglie le luci ...
In questa notte priva di attese, osservo il buio riempirsi di te. Manchi come il mare ...
Solchi indelebili lasciati da dolori antichi negli anfratti di un'anima stanca, anelano muti ...
Tienimi per mano Quando il buio fascerà i miei passi costringendomi a rallentare. Qua ...
Non hai trovato le parole, sono rimaste intrappolate nella rete degli egoismi, tra filo spinat ...







In carica...
riesci a cogliere i sentimenti nell’aria e sei un’attenta osservatrice. Brava!
Ho provato sgomento a leggere questi tuoi versi…complimenti