“Ragazze dell’Est” di Maria Tosa
Ragazze vestite di nebbia e tacchi a spillo
passeggiano sul ciglio di strade buie.
Ascoltano il rumore assordante del silenzio,
illuminate da fasci di luci oblique proiettate dai lampioni.
Dipingono il viso con colori sgargianti,
nel tentativo vano di camuffare sguardi disillusi.
Respirano nuvole di fumo, attendendo i mercenari della notte.
Ripensano a baracche abbandonate in paesi lontani,
a madri invecchiate senza aver vissuto.
Rifuggono occhiate compassionevoli vestendosi di risate orgogliose,
mentre anime sanguinanti lanciano muti appelli.
Sognano favole moderne,
case luminose con rumori di bambini,
nel frattempo accolgono rassegnate l’ennesimo avventore.
Defraudate della dignità su sedili in finta pelle,
dentro veicoli appartati in strade di periferia.
Piegate sotto il peso di una disperazione che invade l’anima e il corpo,
soccombono a destini scritti nei lividi disegnati sulla pelle.
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In carica...
uno spaccato di realtà in versi. bello
Grazie…è esattamente quello che volevo fare, la “fotografia” di una realtà che esiste ovunque e che viene, nella maggior parte dei casi, completamente ignorata.
Poesia molto, molto bella
ma triste e dolorosa
va a toccare una realtà “scomoda”, di quelle che si fa sempre finta di non guardare per non sentirsi colpevoli o complici.
A volte è utile ricordarci quanto le nostre vite siano troppo spesso ovattate, lontane da un mondo che pure è a pochi passi da noi, dove la violenza e la sopraffazione regnano sovrane.
Complimenti, Maria.
E grazie per avercelo ricordato.