Lascia uno strano senso di tranquillità, come dopo lo scampato pericolo o come dopo che qualcosa (o qualcuno…) ha distrutto, devastato la tua vita, ed ora se n’è andato; ma… tornerà ?!?!?
Ed e’ di mostri che vuole parlare, Luciano Ligabue nel suo nuovo album, uscito l’11 maggio 2010 (a vent’anni dall’uscita di Ligabue l’11 maggio 1990) a cinque anni dal suo ultimo album di inediti Nome e Cognome, di mostri, reali o immaginari: che sono andati via e non fanno più male, che non sono andati via, che sono andati via, ma che potrebbero e vorrebbero tornare; e da qui, come Ligabue ha detto nelle varie interviste, la parola Arrivederci e non Addio…
Per questo album Ligabue ha rivissuto un po’ la stessa situazione che visse nel 1994 quando, estremamente deluso dalla reazione della critica degli amici e dei colleghi verso il suo album Sopravvissuti e Sopravviventi, album, a sua detta “molto sofferto”, e che per il sottoscritto rimane uno dei più belli che Ligabue abbia potuto produrre, decide di rompere con i produttori e con i ClanDestino, la band che lo aveva accompagnato da sempre, e di cambiare tutto; ed ecco che, nel 1995 esce un album nuovo, totalmente diverso, che ha riscattato il Liga consacrandolo definitivamente nel panorama musicale italiano, Buon Compleanno, Elvis! (il titolo ovviamente e’ un omaggio al grande rocker nell’anno del suo 60° compleanno).
Come in Buon Compleanno, Elvis, Ligabue ha cambiato tutto, iniziando dal produttore e per la prima volta, Luciano non appare tra i produttori, la produzione e’ affidata al napoletano Corrado Rustici.
Anche i componenti della band sono stati cambiati; il Liga ha salvato solo i chitarristi Federico Poggipollini e Niccolò Bossini (già visto in Nome e Cognome) mentre lo stesso Rustici ha inciso parti di chitarra nella varie tracce dell’album.
Il risultato che viene fuori e’ un album totalmente nuovo, diverso, con testi, tecniche, suoni ed emozioni molto diverse dagli altri album del Liga.
Per la prima volta si vede un Liga diverso, riflessivo, che e’ pronto ad affrontare la vita in Quando Canterai la tua Canzone, che si ferma a ricordare persone, miti e fatti della sue e nostra vita in Nel Tempo, che si riscopre sensibile e poeta in Il Peso Della Valigia, che riesce ad approdare anche allo swing puro in Taca Banda (aiutato anche dal figlio undicenne Lenny alla batteria), che e’ pieno a tal punto da scrivere una canzone in cui riversa tutto il suo malumore nei confronti delle dichiarazioni fatte dai colleghi, tra cui Guccini, in Caro il mio Francesco ma che rimane scosso e si commuove per i bimbi di Dendermonde tanto da diventare uno di loro e riuscire a scrivere e cantare (con una voce tesa ed emozionatissima) una canzone, la più lunga e, forse più bella, di tutta la sua discografia, Quando mi Vieni a Prendere ?, e che ci vuole ancora una volta ricordare che lui e’ li e che “tiene botta” ne Il Meglio Deve Ancora Venire.
Non manca anche il lato Ligabue Classic, con Un Colpo all’Anima e La Linea Sottile il Liga ci ha regalato la classica canzone da radio, da ascoltare e ri-ascoltare in vacanza, sul Lido e nei Bar.
Che dire di più? Ci troviamo davanti ad uno dei più begli album che Ligabue, ma posso tranquillamente dire, che la musica italiana, ha saputo regalarci.
Chi può e chi vuole lo compri, e uno spettacolo già dalla copertina.
In carica...




















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