Cinquantadue minuti di musica strumentale magistralmente orchestrata da Tristan Irvine, meglio conosciuto sotto il nome di Fragments of Winter. Stiamo parlando del secondo disco di questo giovane artista, Skyrockets, un mix di elettronica e musica ambient che fanno riflettere e rilassare allo stesso tempo.
All’apparenza un disco difficile, forse perché quando ci si approccia a cd interamente strumentali si pensa che siano pesanti da mandare giù, e invece Skyrockets scivola via leggero, forse troppo velocemente, tanto che ti viene subito voglia di iniziare con l’ascolto una seconda volta e poi ancora ed ancora.
Uno dei brani più belli è senza dubbio Sweet implosions, originariamente registrata su una vecchia tastiera con un suono davvero tremendo (parole dello stesso Fragments of Winter), e secondariamente registrata seriamente mantenendo in testa quel suono strano dato dalla vecchia tastiera.
Da citare anche due tracce che, si sono l’una la continuazione dell’altra, ma che hanno un senso anche se ascoltate singolarmente: Astonishing (che apre il disco) ed Astounding (la penultima traccia). Un esempio di come dietro ogni brano ci sia una direzione artistica ben pensata e curata in ogni dettaglio.
Molto bella anche l’ultima traccia, Full circle, 10 minuti di pura ispirazione che Tristan Irvine ha preso guardando semplicemente la TV. Proprio come faceva da piccolo che non mangiava senza avere davanti degli spettacoli musicali in televisione.
Se vi abbiamo un minimo incuriosito su questo artista davvero fuori dal comune, potete ascoltare alcune tracce a questo link: http://releases.fragmentsofwinter.com
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Faceva freddo quel giorno a Napoli, ai bordi delle strade c’erano cordoni di ghiaccio e mentre Maty aspettava la metropolitana avvolta nel suo cappotto, pensava …
La nobile plaga vesuviana certamente non meritava di finire in disgrazia attraverso la realizzazione di quella che si prospetta come la più grande discarica dell’Italia …
“Fragments of Winter – Skyrockets” di Veronica Eracleo
All’apparenza un disco difficile, forse perché quando ci si approccia a cd interamente strumentali si pensa che siano pesanti da mandare giù, e invece Skyrockets scivola via leggero, forse troppo velocemente, tanto che ti viene subito voglia di iniziare con l’ascolto una seconda volta e poi ancora ed ancora.
Uno dei brani più belli è senza dubbio Sweet implosions, originariamente registrata su una vecchia tastiera con un suono davvero tremendo (parole dello stesso Fragments of Winter), e secondariamente registrata seriamente mantenendo in testa quel suono strano dato dalla vecchia tastiera.
Da citare anche due tracce che, si sono l’una la continuazione dell’altra, ma che hanno un senso anche se ascoltate singolarmente: Astonishing (che apre il disco) ed Astounding (la penultima traccia). Un esempio di come dietro ogni brano ci sia una direzione artistica ben pensata e curata in ogni dettaglio.
Molto bella anche l’ultima traccia, Full circle, 10 minuti di pura ispirazione che Tristan Irvine ha preso guardando semplicemente la TV. Proprio come faceva da piccolo che non mangiava senza avere davanti degli spettacoli musicali in televisione.
Se vi abbiamo un minimo incuriosito su questo artista davvero fuori dal comune, potete ascoltare alcune tracce a questo link: http://releases.fragmentsofwinter.com
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