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“Firenze tra le stelle, e le zebre stanno a guardare…” di Antonio Borghese

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zebra
Tre qualificate (Fiorentina, Inter e Milan) agli ottavi di Champions ed una “retrocessa ”in Europa League, la Juventus, che va ad affiancarsi alla Roma, nostra unica superstite nei sedicesimi della ex-Coppa Uefa: questo il bilancio delle squadre italiane impegnate in Europa. L’apertura va data senza dubbio al capolavoro compiuto dalla Fiorentina nel girone E, raggruppamento nel quale erano inserite formazioni temibili come Lione e Liverpool, ma chiuso dai viola al primo posto, frutto di cinque vittorie, tra le quali spicca un tanto prestigioso quanto storico successo ad Anfield nella tana dei “Reds” (già costretti all’Europa League), ed una sola sconfitta. E’ il riscatto della famiglia Della Valle su quella frangia di tifoseria gigliata che aveva contestato duramente la gestione della campagna acquisti e cessioni (di Felipe Melo) estiva, in preda ad un raptus di ingratitudine nei confronti di una proprietà capace di far risorgere la Firenze calcistica dalle ceneri del fallimento e portarla in sette anni tra le prime sedici squadre d’Europa. Chi invece si trova sotto l’occhio del ciclone è la Juventus: i bianconeri, in crisi di risultati anche in campionato, salutano anzitempo la massima competizione continentale dopo l’umiliante ko interno (1-4) contro il Bayern Monaco nell’ultima giornata di un girone difficile, ma non impossibile che oltre ai bavaresi comprendeva anche i campioni di Francia del Bordeaux, qualificatisi con un turno di anticipo, e gli israeliani del Maccabi Haifa, i quali non hanno raccolto nemmeno un punto nelle sei partite disputate. Grande delusione per i vertici della società torinese, che aveva come obiettivo minimo la qualificazione agli ottavi di finale. Ottavi che vedranno ai nastri di partenza anche l’Inter di Josè Mourinho: nelle previsioni della vigilia, il gruppo F avrebbe dovuto essere stradominato dai nerazzurri e dal Barcellona detentore del trofeo, con Dinamo Kiev e Rubin Kazan a fare da semplici comparse. Pronostici rispettati nel risultato (catalani primi, Inter seconda), ma non nello svolgimento del girone, reso molto equilibrato dagli ucraini, rinforzati dal ritorno in patria di Shevchenko, e soprattutto dai russi, che hanno dato filo da torcere alle due corazzate. Tutto si è infatti deciso all’ultimo turno, nel quale i campioni d’Italia sono riusciti a conquistare il pass a San Siro proprio contro il Rubin, i cui sogni di qualificazione sono stati spenti dalle reti, una per tempo, di Eto’o e Balotelli. Un sospiro di sollievo per la tifoseria nerazzurra e per il presidente Moratti, che già temevano l’ennesimo fallimento europeo di una squadra quasi imbattibile nei confini nazionali, ma maledettamente fragile, in una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde calcistico, non appena ascolta la “musichetta” della Champions. Note che, almeno a detta del vicepresidente Adriano Galliani, fanno esaltare il Milan, giunto secondo nel gruppo C alle spalle dello stellare Real Madrid di quest’anno. Qualificazione non senza sofferenze per i rossoneri, che hanno sì tenuto testa ai “galacticos” del grande ex Kakà, battuti con uno splendido 2-3 al “Bernabèu” e bloccati sull’1-1 al “Meazza”, ma si sono resi anche protagonisti di figuracce quali la sconfitta interna contro i modesti svizzeri dello Zurigo, i quali hanno curiosamente fatto punti, se consideriamo anche il pareggio del match di ritorno, solo contro gli uomini di Leonardo. Una pericolosa alternanza di risultati che ha rischiato di favorire Didier Deschamps e il suo Olympique Marsiglia, terzo incomodo del raggruppamento. Nei gironi che non vedevano squadre italiane coinvolte, è dominio inglese, con Manchester United, Chelsea ed Arsenal prime nei rispettivi gironi. I Red Devils si sono qualificati con due turni di anticipo, ma la notizia che fa scalpore è…una sconfitta, quella subita il 25 novembre ad opera dei turchi del Besiktas. Il Manchester, infatti, non perdeva all’Old Trafford dal lontano 24/02/2005, quando il Milan rese da incubo il “Teatro dei Sogni”. Nessun intoppo invece per il Chelsea di Carlo Ancelotti, che ha concluso imbattuto il gruppo D seguito dal Porto, concedendo appena due pareggi ad Atletico Madrid ed ai ciprioti dell’Apoel. Vita facile anche per l’Arsenal, sconfitto solo nei titoli di coda dall’altra qualificata del girone H, l’Olympiacos allenato da Zico. Infine, spazio ad una favola spezzata in extremis, quella dell’Unirea Urziceni: i campioni di Romania, alla loro prima apparizione in Champions ed inseriti in un girone G molto ostico che comprendeva Siviglia, Stoccarda e Rangers, hanno sfiorato il passaggio del turno, sfumato solo sul filo di lana appannaggio dei tedeschi, che avanzano insieme agli spagnoli lasciando all’Unirea il “brodino” dell’Europa League. Quest’ultima ha visto uscire di scena due nostre rappresentanti: la Lazio, ben presto fuori dai giochi per la qualificazione nonostante avversari abbordabili, e il Genoa, cui è mancata la necessaria esperienza europea (palcoscenico dal quale mancava da 18 anni), ma rimasto in corsa fino all’ultima giornata, nella quale ha dovuto arrendersi al Valencia a “Marassi”.

Terminata la fase a gironi, la Champions e l’Europa League torneranno il 16 febbraio rispettivamente con ottavi e sedicesimi di finale ad eliminazione diretta, per i quali si è già svolto il sorteggio.

Dall’urna di Nyon sono usciti i seguenti accoppiamenti per le squadre italiane

Champions League – Ottavi di finale

Milan – Manchester United: l’ultima volta che il Milan ha affrontato i “Red Devils” ha poi vinto la Coppa…

Bayern Monaco – Fiorentina: il peggior avversario, tra le seconde classificate che potesse capitare ai viola, arrivati primi nel girone.

Inter – Chelsea: Josè Mourinho contro il suo recentissimo passato.

Europa League – Sedicesimi di finale

Ajax – Juventus: sfida suggestiva con due prestigiosi precedenti:le finali Champions 1973 e 1996.

Panathinaikos – Roma: i giallorossi non hanno mai affrontato il Panathinaikos, ma sono imbattuti con le squadre greche.

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  1. Kendra Esposito says:

    “in una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde calcistico, non appena ascolta la “musichetta” della Champions”… semplicemente geniale! :-)

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