Sport — 25 mag ’10 08:48

“Inter pigliatutto, Roma seconda da applausi” di Antonio Borghese

La Serie A chiude i battenti: in Champions League anche Milan e Sampdoria. Europa League per Palermo,Napoli ed una sconcertante Juventus. Retrocedono in Serie B Atalanta, Siena e Livorno.

Vincitori e vinti, gioie e dolori, promossi e bocciati. L’edizione numero 108 del Campionato di Serie A viene consegnata agli annali, e un po’ come avviene coi “quadri”scolastici, è il momento di dare i voti alle squadre che hanno animato le domeniche dei tifosi, condite da 992 gol segnati, emozioni e scontri mozzafiato, nonché dalla solita girandola di allenatori esonerati, alternati e, in base ad una moda recentemente molto in voga tra i presidenti, richiamati. Una stagione di quelle alle quali eravamo ormai disabituati, che ha visto due squadre (in alcuni frangenti tre) contendersi lo scudetto fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata, e nuove realtà in crescita finalmente in grado di poter sedere, con fiches consistenti, al tavolo delle grandi che da in premio i posti nell’Europa extralusso della Champions League. Senza dimenticare che, se ogni anno dei club festeggiano, ce ne sono altri delusi ed amareggiati che devono, ad esempio, dare l’arrivederci alla massima serie. Ed è anche per questo che il nostro pagellone sarà fatto seguendo un ordine alfabetico, così come viene fatto ad inizio del torneo, quando si parte tutti da zero punti. Perché il nostro apprezzamento va dato anche a chi ha lottato, ma è uscito dal campo sconfitto.

ATALANTA voto 4 I bergamaschi pagano con la retrocessione alcune scelte sbagliate fatte ad inizio stagione, come quella di affidare la panchina ad un tecnico, Angelo Gregucci, non adatto per la Serie A, che ha collezionato quattro sconfitte in altrettante partite. Un po’meglio è andata al suo successore Antonio Conte, il quale ha iniziato bene, ma ha poi concluso malissimo la propria parentesi in nerazzurro con un durissimo confronto coi tifosi e successive dimissioni dall’incarico. Vano il tentativo di salvare la barca da parte di Bortolo Mutti, forse uno dei pochi a salvarsi e ad avere avuto il merito di tenere viva la speranza fino a due giornate dal termine.

BARI voto 7 Una sola parola: rivelazione. 50 punti e il decimo posto sono un bottino niente male per una neopromossa che ha messo in mostra un gioco spumeggiante e giovani di alto livello, su tutti il duo di difensori centrali Ranocchia-Bonucci (45 anni in due), con quest’ultimo entrato nel giro della Nazionale. Meritano una menzione anche i 14 gol realizzati da Barreto, che avrebbero potuto essere molti di più se non avesse sbagliato ben 5 rigori sui 9 tirati.

BOLOGNA voto 5.5 Nonostante l’andirivieni di dirigenti e nonostante la famiglia Menarini, proprietaria del sodalizio, sia sempre tentata dal cedere la società, la squadra ottiene la seconda salvezza consecutiva. L’arrivo in panca di Franco Colomba, grossetano di nascita ma bolognese di adozione, alla nona giornata aveva dato vita ad una vera e propria cura di risultati,che avevano permesso di accumulare un discreto margine di sicurezza sulla zona calda della classifica, poi ridotto sempre più da cinque sconfitte di fila che hanno permesso all’Atalanta di rifarsi minacciosa.

CAGLIARI voto 5.5 Dalle stelle alle stalle in 38 partite, da un grande girone d’andata, il migliore nella storia dei sardi in fatto di punti, trascinati dalla fantasia di Cossu, dai gol di Matri e le parate di Marchetti, ad una sconcertante flessione fisica e mentale irrotta dopo aver ipotecato la salvezza e mentre si strizzava l’occhio a qualcosa di più. Un crollo che ha indotto il patron Cellino al clamoroso divorzio anticipato dal tecnico Massimilano Allegri , passato così in pochi mesi dalla vittoria della panchina d’oro 2008/2009 all’esonero a cinque giornate dalla fine.

CATANIA voto 6.5 La Serie A tenuta stretta nel segno delle due M: Mihajlovic e Maxi Lopez. L’allenatore serbo, chiamato a dicembre a sostituire Atzori, è uno degli esempi di quanto sia benefico a volte cambiare la guida tecnica, visto che Mihajlovic ha risollevato la compagine siciliana portandola dall’ultimo al tredicesimo posto finale, frutto anche delle 11 reti messe a segno dall’attaccante argentino ex Barcellona, giunto sotto l’Etna solo a gennaio.

CHIEVO voto 6 Percorrere la linea della continuità, confermando mister Di Carlo ed in pratica tutta la rosa della scorsa stagione, ha dato i suoi frutti ed ha permesso ai veronesi di disputare un campionato tranquillo, grazie ad un impianto di gioco collaudato che ha avuto ancora in Sergio Pellissier il suo finalizzatore ed elemento cardine.

FIORENTINA voto 5 Doveva e poteva essere l’anno della consacrazione dei viola tra le big, invece si è rivelato un mezzo flop. Mezzo perché non vanno dimenticate le grandi prestazioni in Champions League, dove i toscani sono stati estromessi agli ottavi di finale non solo per proprie colpe, ma anche per “orrori” arbitrali. La Fiorentina si è però eclissata in campionato, mostrando di soffrire più del previsto l’assenza per squalifica di Mutu e denotando una certa fragilità difensiva. Quella del 16 maggio contro il Bari potrebbe essere stata l’ultima partita del ciclo Prandelli, destinato a diventare il prossimo ct della Nazionale.

GENOA voto 5.5 Il Grifone non è riuscito a confermarsi agli stessi livelli di rendimento della scorsa stagione, nella quale si qualificò in Europa League. Per l’undici di Gasperini c’è il nono posto, alle spalle del Parma. Va anche detto che due calciatori del calibro di Thiago Motta e Milito non sono facili da sostituire.

INTER voto 10 e lode Ancora Campioni d’Italia, così come accade da cinque stagioni a questa parte, di nuovo Campioni d’Europa, a 45 anni di distanza dall’ultima volta. Il tutto condito dalla sesta Coppa Italia messa in bacheca. Lo storico “triplete”, mai riuscito a nessuna squadra italiana, ha il volto e gli occhi di ghiaccio di Diego Milito, il principe che con grappoli di reti ha portato i nerazzurri sul trono continentale, insieme ad un collettivo reso ancor più forte e convinto dei propri mezzi da un condottiero…speciale, anzi Special One. Anche se l’inseguimento alla “coppa dalle grandi orecchie”, poi alzata al cielo di Madrid da capitan Zanetti, ha sottratto all’Inter energie in campionato, al punto tale da rischiare di perderlo in favore della Roma, la quale, non ce ne voglia il buon Mourinho, avrebbe meritato maggiormente il tricolore.

JUVENTUS voto 4,5 Delusione per eccellenza di questa stagione calcistica, la Vecchia Signora si lecca le ferite dopo aver visto mano a mano scomparire tutti gli obiettivi. Partita per essere l’anti Inter con i 50 milioni spesi per Diego e Felipe Melo, oltre al ritorno di Cannavaro e l’ingaggio di Grosso, la stagione è ben presto diventata un crescendo rossiniano di delusioni, che inizia con la “retrocessione”dalla Champions all’Europa League, per poi sfociare in un prematuro addio ai sogni scudetto già al termine del girone d’andata. E’l’inizio del calvario sportivo bianconero che ha poi portato all’eliminazione dalla Coppa Italia, costata la panchina a Ciro Ferrara, il quale ha lasciato “l’onore” al traghettatore Zaccheroni di assistere al definitivo tracollo con l’uscita dall’Europa League prima e dalla lotta al quarto posto poi. A completare la pessima annata la mancata qualificazione diretta alla prossima Europa League: la Juve da rifondare ripartirà dai preliminari della ex Coppa Uefa.

LAZIO voto 5 Quando una supercoppa non fa primavera: la vittoria del trofeo in quel di Pechino ad agosto, al primo sbocciare della nuova stagione, lasciava presagire un cammino positivo per i biancocelesti. Nulla di più sbagliato, perché la Lazio si è ritrovata coinvolta nella lotta per non retrocedere, “tradita”da calciatori che hanno reso al di sotto delle loro potenzialità, su tutti il talentuoso Mauro Zarate. Colpa anche dell’allenatore Ballardini, rimpiazzato nelle ultime 15 giornate da Edy Reja, il quale ha raddrizzato la situazione salvando la squadra grazie anche al reintegro di Ledesma, dopo che il centrocampista era stato messo fuori rosa per questioni legate al suo contratto.

LIVORNO voto 3 Come un ascensore, la squadra cara al presidente Spinelli riscende in Serie B dopo un solo anno. Troppo pesanti le cessioni in estate del fantasista Diamanti al West Ham, ed a gennaio di Candreva, faro del centrocampo, alla Juventus. Se a questo aggiungiamo un Cristiano Lucarelli in parabola discendente con l’età che avanza, ecco che l’ultimo posto finale è inevitabile.

MILAN voto 6.5 La classifica dice che i rossoneri sono la terza forza del campionato, e fino a metà aprile sono riusciti a rimanere in scia di Inter e Roma per la vittoria finale, il che va preso come un buon risultato per un club sì glorioso, ma che quest’anno oltre ad aver centellinato il budget si è trovato alle prese con numerosi infortuni, su tutti quello di Nesta, che ha privato la difesa di un tassello importante per supportare lo spregiudicato modulo 4-2-fantasia voluto dall’allenatore Leonardo, al quale va dato il merito di aver riportato Ronaldinho a grandi livelli.

NAPOLI voto 7.5 Gli azzurri ritornano in Europa League dalla porta principale, traguardo che non veniva centrato da 16 anni. E pensare che il campionato, nonostante la campagna acquisti tra le più dispendiose di tutta la Serie A, era iniziato male, con sette punti nelle sette partite della gestione Donadoni, risultati che hanno convinto, in una scelta poi rivelatasi molto felice, il presidente De Laurentiis a varare l’era Mazzarri. Il tecnico di San Vincenzo ha cercato di ottenere il massimo dalla rosa a disposizione, trovando a sorpresa elementi insostituibili in calciatori prima relegati tra panchina e tribuna, come il difensore Grava ed il centrocampista Pazienza. Un Napoli corsaro, quello di Mazzarri: ben sei i successi esterni, purtroppo da unire ad altrettanti 0-0 al “San Paolo” che hanno pregiudicato la corsa al quarto posto.

PALERMO voto 8 Walter Zenga, primo allenatore dei siciliani in questa stagione, aveva dichiarato che questo Palermo poteva competere per lo scudetto. L’ex “uomo ragno” non era andato lontanissimo dalla realtà, peccato solo che le “aquile” abbiano spiccato il volo dopo la decisione di Zamparini di mandarlo via preferendogli Delio Rossi. L’avvento dell’ex trainer della Lazio ha infatti portato al Palermo quel salto di qualità nel gioco e nei risultati che ha permesso di cullare il sogno di una qualificazione ai preliminari di Champions, poi sfumata nello scontro diretto della penultima giornata contro la Sampdoria (avanti di due punti in classifica), terminata in parità.

PARMA voto 7 Sia ben chiaro: non siamo ancora di fronte al Parma che non moltissimo tempo fa vinceva coppe e lottava per gli scudetti, ma l’ottavo posto ottenuto dalla squadra di Guidolin, migliore delle neopromosse, è un ottimo risultato che restituisce dignità all’ambiente calcistico parmense. Complimenti anche al direttore sportivo Pietro Leonardi, bravo a riconfermare in terra ducale le capacità mostrata quando era in forza all’Udinese.

ROMA voto 10 I capitolini sono senza dubbio i vincitori morali dello scudetto, e vanno ringraziati per aver dato quantomeno filo da torcere alla corazzata Inter fino all’ultimo secondo scongiurando un’altra vittoria annunciata. E’stato il capolavoro di Claudio Ranieri, profeta in patria romano e romanista, capace di rilevare, alla terza giornata,  quelli che sembravano dei rottami reduci dalla fine del ciclo vincente di Luciano Spalletti, e trasformarli in un armata di gladiatori, protagonisti di una incredibile cavalcata dalla zona retrocessione alla vetta più alta della classifica, poi ripersa a tre giornate dal traguardo per effetto della sconfitta contro la Sampdoria, la quale ha difatti tolto ai giallorossi molte speranze di cucirsi addosso il loro quarto tricolore.

SAMPDORIA voto 8 Genova blucerchiata festeggia il ritorno in Champions League 19 anni dopo l’ultima apparizione. Grande artefice di questo exploit è stato mister Luigi Del Neri, oltre ovviamente alla coppia gol che fa sognare la Samp, formata da Pazzini (18 i gol per lui), e Cassano, stelle di un organico assemblato con competenza ed attenzione ai bilanci societari da uno dei direttori sportivi più preparati, quel Beppe Marotta ora chiamato al difficile compito di far tornare grande la Juventus. Curioso che i doriani abbiano dato una delle accelerate decisive proprio nel periodo in cui Del Neri aveva deciso di non schierare per scelta tecnica Cassano, poi gradualmente reintegrato e tornato utile per l’attacco finale al quarto posto.

SIENA voto 5 Lascia la Serie A dopo esserci approdata nel 2003/2004. Pochi sussulti nella stagione senese, perlopiù dati dal passaggio di proprietà societaria, ora nelle mani dell’imprenditore romano Mezzaroma. Sicuramente la squadra di Giampaolo prima e di Malesani poi in alcune occasioni ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato, come ad esempio nella partita di San Siro contro l’Inter (ultima giornata di andata) persa 4-3, e nella quale i toscani fino al 44’erano in vantaggio 3-2.

UDINESE voto 5.5 Annata negativa per i friulani, dai quali ci si aspettava qualcosina in più vista la permanenza ad Udine di quasi tutti i “gioielli” eccetto Fabio Quagliarella, ceduto al Napoli. Chi non ha tradito le aspettative tra le fila bianconere è invece Antonio Di Natale,che quest’anno ha stravinto la classifica dei cannonieri dall’alto delle sue 29 gemme, di cui 6 su rigore. Calciatore di poche parole, ma di tanta sostanza in campo, che speriamo possa aumentare il suo bottino stagionale con la maglia azzurra indosso al mondiale sudafricano, nel quale tutti, vincitori e vinti, ci sentiremo accomunati sotto un’unica bandiera.

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