La Sfida, con la S maiuscola: così si presenta alla vigilia Barcellona – Manchester United. Il match che vedeva di fronte le migliori esponenti delle due scuole calcistiche che stanno dominando la scena internazionale è stravinto dai Catalani che, se mai non fosse arrivato il doppio colpo del K.O., avrebbe vinto ugualmente ai punti. Catalani nella storia con la “triplete”, conquistando nello stesso anno campionato, Copa del Rey e Champions League.
ROMA CAPUT MUNDI: Atmosfera da brividi all’Olimpico, la coreografia che accoglie le squadre in campo è degna del Colosseo dei tempi d’oro dell’Impero, il tifo è alle stelle, con i tifosi inglesi che occupano la Nord, mentre gli spagnoli la Sud. Il Barcellona rimane un po’ intimidito da tutto ciò, forse disabituato a certi palcoscenici (è dal 2006 che non prende parte ad una finale continentale), mentre lo United ha ancora in mente la fantastica notte di Mosca dello scorso maggio. Tutto questo si riflette in un avvio sprint della squadra di Ferguson, che già al primo minuto sfiora la rete: punizione da distanza siderale di Ronaldo che brucia il manto erboso rifatto per l’occasione, respinta un po’ goffa di Valdes, proprio sui piedi di Park che stenta a crederci e di prima intenzione la spara alle stelle. Nei primi 9 minuti c’è solo una squadra in campo, sono i Red Devils, ma al 10’ si spegne la luce: ripartenza blaugrana con Messi, che serve poco dopo il centrocampo Iniesta. Lo spagnolo avanza palla al piede fino alla trequarti, scarica sulla destra per Eto’o che penetra in area e se ne va sul fondo, rientra sul sinistro scherzando Vidic e con un tocco di punta degno del miglior giocatore di calcio a 5 la poggia sul primo palo, bassa, rubando il tempo ad un incolpevole Van Der Sar. Il massimo della concretezza, se si pensa che è stato il primo tiro in porta della banda Guardiola, in risposta ai 5 tiri in porta fino ad allora effettuati dallo United.
E LO UNITED?: La rete fa azzerare di colpo l’autostima, finora molto alta, dei Fergie’s Boys, che cominciano a perdere un numero impressionante di palloni, mentre il Barcellona abbassa notevolmente il ritmo, con una fitta rete di passaggi, non permettendo agli avversari di ripartire. Il Manchester ci mette cuore, soprattutto con Giggs (punizione dal limite alta) e Cristiano Ronaldo, ma l’assenza di Fletcher si fa sentire troppo e Park e Carrick sono troppo fuori dal gioco, così come Rooney, che si sacrifica molto ma non è per niente funzionale alla manovra offensiva. Lo svizzero Busacca richiama le squadre negli spogliatoi dopo 45 minuti non molto intensi e non basta vedere Tevez al rientro in campo, al posto di uno spento Anderson, per cambiare l’inerzia della gara.
BARCELLONA DEVASTANTE: Lo United non riesce ad uscire dalla propria metà di gioco, schiacciata dal maestoso palleggio dei catalani, che rischiano di raddoppiare prima con Henry, che calcia male su Van Der Sar in uscita e poi con Xavi, che con una punizione dal limite centra in pieno il palo alla sinistra dell’estremo difensore olandese. La risposta United arriva dopo pochi minuti: Rooney scodella al centro una palla per Ronaldo che non ci arriva, anticipato da Tourè che però manca anch’egli il pallone e, alle loro spalle, non ne approfitta il coreano Park di un soffio. Gli inglesi sono alle corde e Ferguson prova il tutto per tutto: fuori Park, lontano parente del dinamico centrocampista che ha illuminato l’Emirates Stadium qualche settimana fa e dentro Berbatov. Sir Alex prova a cambiare le carte in tavola cambiando gli esterni di centrocampo e proponendo Giggs al centro, ma è ancora il Barça a farsi vedere dalle parti di Van Der Sar, nel modo migliore: al 70’ Xavi recupera un rilancio corto della difesa inglese e lo mette al centro, dove Messi salta e sembra essere tenuto su da una corda, colpo di testa perfetto che termina la sua parabola in rete: è l’apoteosi blaugrana, l’immagine della partita perfetta
FIESTA!: Il Manchester si fa vedere un minuto dopo, con Cristiano Ronaldo che raccoglie un pallone bucato da tutti i difensori catalani, ma si fa ipnotizzare da Valdes, quindi scompare praticamente dal campo e, quando riappare, lo fa solo per qualche fallo cattivo dettato dalla frustrazione. Qualche cartellino giallo sventolato da Busacca, un paio di affondi blaugrana non andati a segno e giusta passerella per Iniesta, che esce tra gli applausi dell’Olimpico, a 2 minuti dal termine. Bastano 3 minuti di recupero ed arriva la certezza del trionfo per la squadra delle meraviglie, autore di oltre 160 reti nell’arco della stagione. Onore agli sconfitti, ma la scena è tutta per il 38enne Guardiola, alla sua prima esperienza in un club di vertice e per il maggiore indiziato alla successione di Cristiano Ronaldo al Pallone d’Oro, “La Pulga” Messi, simboli della terza affermazione europea per la formazione del presidente Laporta.
Manchester United: Van Der Sar, O’Shea, Ferdinand, Vidic, Evra, Park (65′ Berbatov), Carrick, Anderson (46′ Tevez), Rooney, C.Ronaldo, Giggs (75′ Scholes). All. Ferguson
Barcellona: Valdes, Puyol, Piquè, Toure, Sylvinho, Busquets, Xavi, Iniesta (90′ P. Rodriguez), Henry (71′ Keita), Messi, Eto’o. All. Guardiola
Arbitro Massimo Busacca (SUI)
Reti: 10′ Eto’o, 70′ Messi
Ammoniti: Piquè (B), C. Ronaldo (M), Scholes (M)
MIGLIORE IN CAMPO: Xavi (B); C. Ronaldo (M)
PEGGIORE IN CAMPO: Henry (B); Carrick (M)
In carica...




















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