I piemontesi, dopo aver eliminato Parma e Siena, volano a San Siro per gli ottavi di finale di Coppa Italia
I presidenti dei grandi club, quelli che vantano maggiori trionfi in ambito nazionale ed internazionale, continuano a spingere per la creazione di una superlega europea, sulla falsariga della NBA americana, che metta a confronto le varie Barcellona, Real Madrid, Manchester United, nonché le nostre Milan, Juventus ed Inter non più nei turni infrasettimanali di Champions League, ma in un vero e proprio “campionato delle stelle”, che causerebbe l’esodo delle squadre di vertice dai tornei nazionali. Prospettiva interessante, quella di vedere i “top team” affrontarsi solo tra di loro, dallo spettacolo e dal ritorno economico assicurato, ma anche da un rovescio della medaglia non di poco conto: il calcio perderebbe uno degli ingredienti principali che fa di questo sport il più seguito al mondo, ovvero la possibilità per le cosiddette squadre piccole, o di provincia, di potersi misurare contro avversari blasonati, magari battendoli. I tifosi di queste realtà possono però stare tranquilli, perché la superlega resta, almeno per il momento, solo un giocattolo chiuso nel cassetto dei sogni di chi non tiene conto degli aspetti romantici del pallone, aspetti tra i quali rientra, ad esempio, l’impresa che può compiere una squadra di categoria inferiore nello sconfiggere una compagine di categoria superiore, così come capitò nella Coppa di Francia 1999-2000, nella quale i semiprofessionisti del Calais riuscirono addirittura ad approdare alla finale dopo aver messo in ginocchio due squadre della Ligue 1, la Serie A transalpina. Una bella favola, che per certi versi è stata ripetuta anche nell’attuale Coppa Italia (o Tim Cup così come ribattezzata dal munifico sponsor) da una società che in un passato ormai in bianco e nero ha potuto annoverare tra le sue fila un calciatore del calibro di Silvio Piola: il Novara, club piemontese inserito nel girone A di Lega Pro-Prima Divisione. Gli uomini guidati da Attilio Tesser, tecnico in cerca di rivincite dopo alcune annate sfortunate, dopo aver superato il primo turno contro i pari categoria del Pescina e il secondo contro il ben più ostico Modena (battuto ai rigori), si sono infatti guadagnati il diritto di poter affrontare il 14 agosto al “Tardini” il Parma di Francesco Guidolin, rivelazione del campionato di Serie A, al quale però il Novara regala un amaro inizio di stagione estromettendolo dalla coppa con due “schiaffi”, uno per tempo, firmati dal centrocampista brasiliano Juliano (qualcuno lo ricorderà con le maglie di Lecce e Pisa) e dall’attaccante Bertani. Scherzi del calcio d’estate e della preparazione approssimativa, pensavano in tanti alla lettura della notizia del colpaccio novarese in quel di Parma, convinti che il cammino si sarebbe interrotto al turno successivo al “Franchi” contro il Siena, altra formazione della massima serie. E invece lo scorso 25 novembre arriva un’altra impresa degli azzurri, i quali nonostante la presenza in campo di tante seconde linee per preservare i titolari (tra i quali spiccano vecchie conoscenze di Serie A e B come Centurioni, Rubino e soprattutto Nicola Ventola, giunto da circa un mese alla corte di Tesser) in vista del match di campionato contro la Cremonese, hanno messo in ginocchio anche i toscani con un secco 0-2 targato Gonzales, regalandosi così un ottavo di finale da sogno che vedrà il Novara affrontare il Milan e volare così nella “scala del calcio” di San Siro a più di trent’ anni dall’ultima apparizione. Ottavi che valgono come una finale per la società piemontese che sta anche dominando il proprio girone di Lega Pro, nel quale è capolista imbattuta. I grandi meriti dei successi finora ottenuti hanno un nome e cognome: Pasquale Sensibile, giovane direttore sportivo ed ex capo degli osservatori del Palermo, che adesso chiede al proprio tecnico ed ai propri giocatori di riportare il “Calais d’Italia” ad un altro palcoscenico mancante da trent’anni, quello della serie cadetta. Sognando San Siro….










In carica...



















E così vorrebbero fare una campionato dove si sfidano solo le grandi.. io penso che non sia molto interessante dal punto di vista della sfida sportiva chi conosce la storia di Davide contro Golia sa che anche le piccole squadre possono rivaleggiare con i campioni delle squadre piu blasonate ci vuole cuore e passione nello sport come nella vita questa è la mia opinione.