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“Sassuolo, pedalata per la Serie A” di Antonio Borghese

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Sassuolo - Pro SestoEmiliani primi insieme al Lecce se battono la Salernitana nel recupero

Sassuolo è una piccola città di poco più di 40.000 abitanti alle porte di Modena, rinomata per la produzione di ceramica. Una piastrella però non assomiglia neppure vagamente ad un pallone da calcio, oggetto che storicamente hanno reso abissali i circa sedici chilometri che dividono Sasòl (così come viene chiamata in dialetto modenese) dal proprio capoluogo, e che ha sempre permesso al Modena Football Club, con i suoi 24 campionati di Serie A e ben 44 di Serie B disputati, di guardare dall’alto verso il basso e persino con un velo di simpatia l’Unione Sportiva Sassuolo, affannata in un continuo ascensore tra dilettanti e professionisti. Per un esempio non serve andare troppo indietro negli anni, basta risalire alla stagione 2003/2004, nella quale i “canarini” calcavano i grandi palcoscenici della massima serie, poi abbandonata in quello stesso torneo a causa della retrocessione in cadetteria, mentre i neroverdi arrancavano nello scenario molto meno prestigioso di una C2 conservata solo dopo i playout ai danni della Pro Vercelli. Quella stagione fece però da prologo alla svolta, alla rivoluzione (calcisticamente parlando) nella capitale della ceramica: artefice Giorgio Squinzi, patron del colosso dei prodotti per l’edilizia Mapei, che dopo aver lasciato,vincendo praticamente tutto, quel mondo del ciclismo perennemente prigioniero della piaga del doping, decide di tuffarsi nel mondo del calcio e di portare il Sassuolo ben oltre la semplice sopravvivenza tra i professionisti. La scalata dei neroverdi ha inizio però con una delusione: nel 2004/2005, infatti, le speranze di passaggio in C1 vengono vanificate nella semifinale playoff dal Pizzighettone. Gli spareggi promozione, però, sorridono ai sassolesi nella stagione immediatamente successiva, dove a soccombere agli uomini allora allenati dall’attuale tecnico del Verona Remondina, sono prima l’Ancona e poi, in finale, la Sansovino, stesa da un gol del centrocampista Filippo Pensalfini, uno dei simboli della cavalcata della squadra emiliana. Pensalfini, infatti, sarà protagonista anche della caccia alla serie B, che il Sassuolo sfiora nel 2006/2007 perdendo in semifinale playoff ad opera del Monza. La festa però è solo rinviata all’anno seguente, nel quale i neroverdi, guidati da un Massimiliano Allegri agli esordi, dominano il proprio girone ed approdano per la prima volta in 86 anni di storia nella serie cadetta, dando così vita ad un derby inedito contro…il Modena, che nel frattempo non è più riuscito a riconquistare la Serie A.  Il Sassuolo si presenta ai nastri di partenza della Serie B 2008/2009 con Mandorlini in “panca” e rinforzato dall’arrivo di una “vecchia volpe” dall’ottima visione di gioco come Emiliano Salvetti, dal bomber di razza Riccardo Zampagna, strappato al Vicenza per una cifra di un milione di euro, e da altri acquisti mirati come l’attaccante ex Mantova Andrea Noselli. L’impatto è tutto tranne che da timida debuttante, e i neroverdi conquistano la vetta solitaria della classifica alla sesta e settima giornata esaltando il presidente Squinzi che, intervistato dalla “Gazzetta dello Sport”, non pone freni al suo progetto fatto di programmazione e impegno, nonché di grande cura nella preparazione atletica e nutrizionale gestita dall’avanzato centro ricerche Mapei Sport di Castellanza (VA). Gli emiliani si riprendono poi il primo posto anche alla nona, decima e diciottesima giornata, numeri però solo parziali che non bastano ad aggiudicarsi un piazzamento nei playoff. Arriviamo così alla stagione in corso, nella quale il Sassuolo ha scelto come guida tecnica Stefano Pioli, che ha portato con se da Piacenza il “mastino” di centrocampo Luigi Riccio, fedelissimo dell’allenatore parmigiano. Oltre a Riccio, alla corte di Pioli sono arrivati anche i difensori Polenghi, Minelli e Gorzegno, il centrocampista Valeri e l’attaccante Quadrini a completare una rosa che vuole essere ancora protagonista nella lotta promozione. E che finora sta rispettando le aspettative: un successo nella partita di recupero, il 30 gennaio contro la Salernitana fanalino di coda, consentirebbe infatti al Sassuolo di agganciare il Lecce in cima alla graduatoria e di restare la compagine meno battuta in queste prime ventitre giornate di campionato, alimentando il sogno, diventato realizzabile, di una promozione in Serie A impensabile fino a pochi anni fa. Pedalando forte, per usare termini cari al presidente Squinzi, il quale sembra pensare molto in grande, ben oltre quei sedici (ora non più tanto abissali) chilometri che dividono Sassuolo e Modena.

Brescia – Sassuolo 3-1

Sassuolo – Grosseto 2-3

Sassuolo – Piacenza 1-2 (ko zampagna)

Da recuperare Sassuolo – Salernitana

Modena – Sassuolo poco più di 20 km

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