Inter, Roma e Milan si contendono lo scudetto, mentre un poker di pretendenti aspira al quarto posto.
Mancano appena sei giornate al termine del Campionato di Serie A, ma la lotta per lo scudetto è ancora apertissima e piena di pathos, con Inter, Roma e Milan racchiuse in soli tre punti. Una tale incertezza non la si registrava dalla stagione 2001-2002: allora a contendersi fino all’ultima giornata il tricolore furono Inter, Juventus e Roma, con l’epilogo consumatosi in quell’ormai celeberrimo 5 maggio 2002 tanto nefasto per i tifosi interisti, beffati al fotofinish, quanto festoso per i supporters juventini, trionfatori dopo un lungo inseguimento. In questi otto anni la musica è cambiata, e l’Inter è nel frattempo tornata in auge vincendo quattro scudetti, ma ciò non toglie la paura di un nuovo 5 maggio. La squadra allenata da Josè Mourinho ha in verità concentrato molte delle sue risorse per la Champions League, nella quale l’Inter è riuscita a staccare il pass per le semifinali, dove se la vedrà col Barcellona dell’”alieno”Lionel Messi. Troppo forte la voglia del presidente Moratti, dopo anni di predominio in Italia, di riportare in Corso Vittorio Emanuele una coppa che da troppo tempo manca nella sala dei trofei nerazzurri: era il 1965, le immagini ancora in bianco e nero ed il patron era Angelo Moratti, padre dell’attuale presidente. L’impegno profuso in Coppa Campioni ha chiaramente sottratto all’Inter forze e lucidità in campionato. Infatti, dopo un girone d’andata concluso con otto punti di vantaggio sulla seconda, Milito e compagni stanno viaggiando con il freno a mano tirato nel girone di ritorno, nel quale hanno totalizzato 21 punti in 13 partite, permettendo così a Roma e Milan di rientrare in gioco. In particolare il club giallorosso, con il successo del 27 marzo nello scontro diretto contro l’Inter, si è portato ad una sola lunghezza dai campioni in carica. Una rimonta ed una riscossa, quella della Roma, che porta senza dubbio la firma di Claudio Ranieri, allenatore “romano de’Roma” (è nativo del popolare quartiere Testaccio), chiamato con il suo pragmatismo al capezzale di una paziente difficile: la lupa ferita ed in difficoltà economiche e di risultati. Ranieri è però riuscito a motivare a dovere la squadra ed a far tornare la lupa famelica e pronta a sedersi al banchetto per il tricolore, forte ed imbattuta in un girone di ritorno finora quasi perfetto, fatto di 33 punti conquistati sui 39 disponibili, che hanno fatto passare la Roma da possibile terzo incomodo a principale antagonista dell’Inter. Questo ruolo sembrava dover essere cucito su misura per il Milan, portatosi a -1 dai cugini nerazzurri in occasione del match con il Chievo del 14 marzo. I rossoneri hanno però vanificato tutto nelle giornate successive, perdendo a Parma e pareggiando tra le mura amiche con Napoli e Lazio. La vittoria di Cagliari di domenica scorsa lascia però la compagine milanista lo status di terza pretendente al successo finale, visto il distacco non eccessivo dalla vetta, appena tre punti. Con le prime tre posizioni in pratica già assegnate (manca soltanto l’ordine di arrivo), è a dir poco esplosiva anche la battaglia per l’ultimo posto utile alla qualificazione alla prossima Champions League. Complice la pesante debacle della Juventus, partita con grandi ambizioni ed investimenti, ma autrice finora di una stagione deludente nonostante il cambio di guida tecnica da Ferrara a Zaccheroni, la volata per “l’Europa dei grandi” include, oltre ai bianconeri,anche il Palermo, la Sampdoria ed il Napoli. I siciliani, ai quali Delio Rossi ha dato quel salto di qualità confermandosi un allenatore di alto livello, e i liguri, che sembrano aver ritrovato definitivamente il talento di Antonio Cassano dopo le mancate convocazioni del barese per scelta tecnica di mister Del Neri, occupano attualmente a braccetto la quarta piazza a quota 51 punti, precedendo di due lunghezze il Napoli. Anche gli azzurri, reduci da quattro risultati utili consecutivi, due dei quali ottenuti contro “ostacoli alti” come Milan, bloccato sul pareggio a S.Siro, e Juventus, stesa in rimonta 3-1 al San Paolo, possono dire la loro in questo rush finale, grazie ad un calendario da considerare abbastanza agevole, escludendo il match dell’ultima giornata contro la Sampdoria, che in proiezione potrebbe rivelarsi un vero e proprio spareggio. Il presidente De Laurentiis, però, preferisce restare con i piedi ben saldi a terra e valutare i traguardi di volta in volta, in sintonia con l’allenatore Walter Mazzarri. Mentre Napoli intera sogna un posto in Europa, ci sono squadre che puntano ad evitare l’incubo retrocessione. Sembrano segnati i destini di Siena e Livorno, staccate di otto punti dall’ “ancora di salvataggio” rappresentata dalla quart’ultima posizione della classifica, occupata a sorpresa (negativa) da una Lazio che con Reja al timone al posto di Ballardini sta cercando di uscire dalle acque agitate che conducono alla Serie B. Più speranze, rispetto alle due toscane, per l’Atalanta, terz’ultima e distante quattro lunghezze dai biancocelesti: Bortolo Mutti sembra aver trovato la giusta ricetta, quantomeno per tenere accesa la speranza fino alla fine, avendo vinto tre delle ultime quattro partite disputate. Una serie positiva che non deve far sentire al riparo neanche Udinese e Bologna, le quali, a quota 35, sopravanzano di un solo punto la Lazio. Nulla ancora di definito, dunque, in questo pazzo campionato 2009-2010, che finora ci ha regalato tante emozioni e colpi di scena, ma la sensazione è che il bello debba ancora arrivare.
In carica...




















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