Derby d’Italia e derby della Capitale infiammano la quindicesima giornata. E dietro le grandi impazza la bagarre per l’Europa.
Juventus-Inter e Roma-Lazio: è attraverso le due partitissime del quindicesimo turno che si snodano tutti i temi offerti finora dal campionato di Serie A. Il “derby d’Italia”, nome utilizzato per indicare quello che era, prima dello scandalo Calciopoli, lo scontro diretto tra le due squadre mai retrocesse in Serie B, metterà a confronto due delle tre pretendenti allo scudetto in una sfida che per la Juventus ha già, nonostante non si sia arrivati neanche al giro di boa del torneo,il sapore dell’ultima spiaggia. I bianconeri, infatti, dopo la faraonica campagna acquisti ed il promettente inizio di stagione, sono incappati in alcuni risultati negativi (su tutti la sconfitta all’Olimpico contro il Napoli) che li hanno fatti precipitare ad otto punti di distacco dall’Inter capolista, superati anche dal Milan, terza aspirante al tricolore e in grande ascesa da quando il tecnico Leonardo ha completato la messa a punto di un modulo super offensivo che prevede l’utilizzo di Seedorf dietro un tridente a forti tinte verdeoro composto da Ronaldinho, Borriello e Pato oltre ad un finalmente efficace Huntelaar (autore di una doppietta vincente domenica scorsa a Catania) pronto a subentrare dalla panchina. La voglia di riscatto della Juve e di un Ciro Ferrara che vede la propria panchina scottare e non poco nonostante le rassicurazioni della società, dovrà però fare i conti con un Inter sempre fortissima, quasi di un altro pianeta in campionato (meno in Europa) e che arriva al big match con la tranquillità di un cospicuo vantaggio accumulato sulle inseguitrici, così come si evince dalle dichiarazioni di Josè Mourinho: «Juventus-Inter vale sempre 3 punti e noi siamo sicuri che usciremo da Torino ancora primi». Gli stessi 3 punti che diventeranno invece di vitale importanza per i nerazzurri nell’impegno di mercoledì a San Siro contro i russi del Rubin Kazan, dove in gioco c’è la qualificazione al turno successivo di Champions League, con conseguente allontanamento dello spettro dell’ennesimo fallimento europeo di un club che, a dispetto della propria denominazione, negli ultimi anni ha vinto tanto in campo nazionale, ma “zeru tituli” in campo internazionale. La stracittadina della Capitale, invece, è un crocevia tra una squadra (la Roma),facente parte di una zona di classifica molto affollata, ovvero quella comprendente il quarto posto Champions e i posti Europa League, ed un’altra (la Lazio) a sorpresa invischiata nella lotta per non retrocedere. Come detto, l’undici di Ranieri, reduce da dieci punti conquistati nelle ultime quattro gare, fa parte di un “fazzoletto”che racchiude in quattro punti ben otto squadre, tra società ambiziose, neopromosse rivelazioni e riconferme un pò inaspettate. Si va dai 24 punti del Parma, al quale Guidolin sembra aver trasmesso una mentalità vincente, e di una Sampdoria però in flessione nelle ultime giornate, alla quale il Genoa ha inflitto una dura lezione nell’ultimo derby della Lanterna (adesso i rossoblu si sono portati ad un solo punto dai cugini blucerchiati), ai 20 punti di un Napoli ancora imbattuto da quando c’è stato l’avvicendamento in panchina tra il “mite” Roberto Donadoni ed il “vulcanico” Walter Mazzarri e capace di due storici colpacci in due ostiche trasferte come quelle di Torino e Firenze. In mezzo,a quota 22 c’è il Cagliari, che sta confermando l’ottimo campionato fatto l’anno scorso pur avendo perso il bomber Acquafresca, sostituito più che egregiamente da Nenè, capocannoniere dell’ultima “Primeira Liga” portoghese ed ennesima scommessa vinta dal presidente Cellino,magari antipatico a molti ma certo molto competente di calcio. I sardi precedono un terzetto composto appunto dalla Roma, dal Bari, altra matricola terribile dalla difesa migliore del torneo insieme a quella dell’Inter, e dalla Fiorentina, unica squadra delle nostre quattro rappresentanti ad essersi qualificata per gli ottavi di Champions con un turno di anticipo. L’altra sponda capitolina, quella biancoceleste, non naviga invece in buone acque,con appena 13 punti racimolati in 14 giornate ed una vittoria che manca addirittura dal 30 agosto (successo in trasferta contro il Chievo), dati ai quali si va ad aggiungere l’eliminazione dall’Europa League. Eppure la stagione sembrava iniziata sotto la buona stella grazie alla Supercoppa Italiana conquistata a Pechino ai danni dell’Inter, mentre adesso gli spauracchi si chiamano Atalanta e Livorno, terz’ultime e distanti un solo punto. La panchina di Ballardini è più che traballante, e in caso di ennesima disfatta potrebbe essere sostituito da un Sinisa Mihajlovic già in fase di riscaldamento neanche fosse ancora un giocatore. Ma si sa, i derby, cittadini o “d’Italia”, sono partite a sè dove può accadere di tutto: la parola adesso va data solo al campo, vero Ferrara e Ballardini?
In carica...




















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