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	<title>Hyde Park &#187; Cinema</title>
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	<itunes:summary>Attraverso il podcast di Hyde Park potrete ascoltare alcuni dei più significativi contenuti audio tra quelli inviati dai lettori/scrittori di Hyde Park.
Il progetto Hyde Park, una rivista composta esclusivamente da contenuti scritti dai lettori e selezionati dalla redazione, si basa sulla valorizzazione di tutti i talenti che spesso hanno difficoltà ad accedere ai canali editoriali tradizionali.
Il progetto, fin dal suo inizio, ha riscosso un enorme successo tra la community web.
Visitate il sito http://www.rivistahydepark.org per maggiori informazioni.</itunes:summary>
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		<title>Hyde Park &#187; Cinema</title>
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		<title>“500 Giorni insieme” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 21:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Commedia deliziosa e intelligente sull’amore, anzi no, “non sull’amore”, come dice il regista nei titoli di apertura.Il film infatti parla più in generale delle relazioni e di come spesso si creda di vederci dentro l’amore quando invece si tratta solo di desiderio e attaccamento morboso a una persona o all’idea che noi ne abbiamo. Come dice il nostro protagonista Tom, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT"><img class="alignleft size-medium wp-image-2201" title="500" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/500-121x188.jpg" alt="" width="121" height="188" />Commedia deliziosa e intelligente sull’amore, anzi no, “non sull’amore”, come dice il regista nei titoli di apertura.Il film infatti parla più in generale delle relazioni e di come spesso si creda di vederci dentro l’amore quando invece si tratta solo di desiderio e attaccamento morboso a una persona o all’idea che noi ne abbiamo. Come dice il nostro protagonista Tom, che cosa significa la parola amore? è una parola così usata da tutti, ma siamo davvero consapevoli del suo significato o è forse un modo per sintetizzare in sole 5 lettere una varietà di sentimenti che altrimenti non sapremmo come definire? L’amore esiste davvero oppure non esiste, come invece sostiene la co-protagonista Summer?<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Trama: Tom incontra una ragazza, Summer, sul luogo di lavoro e nasce l’”amore”, o almeno così lui crede. Anche se Summer avverte Tom che non sta cercando una relazione e che non crede nell’amore, Tom si butta a capofitto in questa storia e si innamora perdutamente di lei. Dopo qualche mese di relazione, lei tronca tutto all’improvviso senza molte spiegazioni, lasciando lui nella disperazione e depressione più totale. Lei era l’UNICA e non può vivere senza. Dopo 500 giorni di ossessione, Tom finalmente volta pagina, capisce perché non ha funzionato con Summer e trova una nuova visione della vita: la casualità. Tutto succede e avviene per caso, bisogna solo esser fortunati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Veramente ben girato, ottima la regia e soprattutto il montaggio, che da un’impronta originale alla storia. I continui salti avanti e indietro nel tempo infatti, servono per far capire ancora meglio la disperazione dell’abbandono, spesso mostrato subito dopo una scena d’amore idilliaca. Da notare anche gli inserimenti grafici di cartoni animati e di sfondi che diventano disegni, funzionali a rappresentare lo stato d’animo del protagonista. Simpatico anche l’inserimento di una scena da musical e della famosa sequenza degli scacchi del “Settimo sigillo”, in cui il nostro Tom si trova metaforicamente catapultato. Assolutamente non scontato ma realistico, questo film mostra le tipiche “pene d’amore”, attraverso cui tutti noi siamo passati almeno una volta, ma ci suggerisce anche la giusta prospettiva con cui ricordarle.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT"><strong>VOTO: 7 1/2</strong></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>“Un amore all’improvviso” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 13:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un uomo per una strana anomalia nei geni riesce a viaggiare nel tempo. Non è però tutto oro quello che luccica in quanto è una cosa che non può controllare, si smaterializza all&#8217;improvviso e riappare a caso in qualsiasi momento nel passato o nel futuro. L&#8217;unica che riuscirà a capirlo e a accettare le sue continue assenze sarà una donna, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2489" title="amore-all-improvviso" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/amore-all-improvviso-131x188.jpg" alt="" width="131" height="188" />Un uomo per una strana anomalia nei geni riesce a viaggiare nel tempo. Non è però tutto oro quello che luccica in quanto è una cosa che non può controllare, si smaterializza all&#8217;improvviso e riappare a caso in qualsiasi momento nel passato o nel futuro. L&#8217;unica che riuscirà a capirlo e a accettare le sue continue assenze sarà una donna, poi sua moglie, innamorata di lui sin da bambina, da quando lui aveva iniziato a farle visita dal futuro. Film carino e ben fatto in cui il tema centrale è sicuramente l&#8217;amore con tutte le sue difficoltà. Le assenze dell&#8217;uomo simboleggiano le difficoltà e le incomprensioni che ci sono in ogni relazione sentimentale e i viaggi nel tempo il desiderio che a volte l&#8217;uomo ha di cambiare il passato e di conoscere il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema del destino infatti ricorre molto nel film, che nel mostrare come l&#8217;uomo cerca di lottare contro il fato, arriva a concludere che forse l&#8217;accettazione è la via migliore per vivere bene. Oltre al romanticismo, il film è dotato anche di un pizzico di suspence e di colpi di scena grazie a una trama avvincente e un po&#8217; ingarbugliata che non lo rilegano al semplice film d&#8217;amore e di buoni sentimenti. Da vedere per chi vuol passare una serata di suspence, amore e lacrime.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 7</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IN ANTEPRIMA</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Revolutionary Road” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 08:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2496" title="revolutionary-road" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/revolutionary-road-126x188.jpg" alt="" width="126" height="188" />Di nuovo insieme dopo 12 anni dal Titanic, Leonardo di Caprio e Kate Winslet interpretano Frank e April Wheeler, due giovani coniugi della middle class, che vivono in un quartiere benestante della New York degli anni&#8217;50. Vita apparentemente perfetta con 2 figli e una bella casetta con giardino, ma che in realtà nasconde una profonda insoddisfazione per entrambi. April, che tenta di farsi strada come attrice ma con mediocri risultati, è fondamentalmente mantenuta dal marito e imprigionata nel ruolo di moglie devota che non voleva. Cerca quindi di trovare una via di fuga da quella vita che non sopporta più e che non ha scelto pianificando un fantasioso trasferimento a Parigi. Frank a sua volta fa un lavoro che non gli piace e condivide con April il desiderio di una vita migliore, più piena e che gli faccia davvero &#8220;<em>sentire le cose</em>&#8220;. Ma dopo l&#8217;iniziale entusiasmo x questo progetto di trasferimento, si capisce che Parigi è solo un sogno irrealizzabile e un estremo tentativo di salvare il loro matrimonio, che ormai è solo una finzione verso gli altri ma anche verso loro stessi. La fuga è l&#8217;ultima cosa che sembra unire i due, venuta meno la quale tutto naufraga. Entrambi non riusciranno a uscire dalla mediocrità della loro vita normale, schiacciati dalle responsabilità e dalle regole che la società ci impone, perché, come dice il figlio pazzo della vicina di casa, &#8220;<em>ci vuole fegato per riconoscere la disperazione&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em>E&#8217; proprio la mancanza di coraggio che impedisce loro, soprattutto a Frank, di lasciare il noto per l&#8217;ignoto e tentare di realizzare i loro sogni di gioventù. Vissuti pensando di essere diversi e migliori, si scopriranno invece normali come tutti gli altri, che tanto avevano criticato. Alla fine di quella rivoluzione che avrebbe dovuto fa loro cambiar vita resta solo il nome della via dove abitano, Revolutionary road.</p>
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
<p style="text-align: justify;">Impossibile non riconoscersi almeno in parte nei due protagonisti, il film essenzialmente parla di desideri irrealizzati e della conseguente dilagante insoddisfazione delle  persone, che spesso non riescono a lottare per una vita migliore, perché perfino incapaci di vedere la loro stessa mediocrità. Siamo di fronte a una società malata, dove crediamo di essere liberi di scegliere il nostro futuro ma che invece ci impone schemi e regole da rispettare. Imprigionati in ruoli confezionati per noi da altri e delusi dai nostri sogni di gioventù infranti, arriva un momento in cui siamo costretti a crescere e, come i due protagonisti, a comprendere il vero significato dell&#8217;essere adulti: la normalità della vita. Alcuni di noi l&#8217;accetteranno senza replicare mentre altri lotteranno x combatterla. Alcuni vinceranno e altri perderanno. In tutto ciò trovare un compagno o una compagna con cui condividere il tutto potrebbe essere d&#8217;aiuto  ma non la soluzione, perché alla fine dei conti siamo e resteremo sempre individui singoli che lottano per la propria sopravvivenza. E&#8217; un ritratto troppo pessimistico? Forse, ma sicuramente è realistico.</p>
<p style="text-align: justify;">N.B: Veramente bravissimi Kate Winslet e Leonardo di Caprio, che si riconfermano un&#8217;accoppiata vincente per l&#8217;intimità e la complicità che infondono al rapporto tra i due protagonisti, forse anche grazie alla forte amicizia che lega i due attori. Brava lei, ma ancora più bravo lui. Ingiustamente dimenticato agli Oscar (non ha avuto neanche la candidatura come miglior attore protagonista), Di Caprio ci comunica perfettamente il sentimento che Frank ha per la moglie, un misto di tenerezza e affetto che però ha poco a che vedere ormai con l&#8217;amore, e riesce a farlo anche solo con gli occhi. Da notare infatti l&#8217;ultima scena tra i due protagonisti, in cui sull&#8217;uscio di casa Frank guarda la moglie e in quello sguardo racchiude tutto il senso del film.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOTO: 8 1/2</strong></p>
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		<title>“Le pagine della nostra vita” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 14:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi ama i bei polpettoni d&#8217;amore e ancora rimpiange Jack e Rose sul Titanic, questo è il film per voi. Se devo dare un giudizio oggettivo da critico cinematografico non posso dare più di 6 ½ a questo film, ma se invece mi chiedete un parere puramente soggettivo, dico che questo film mi ha davvero emozionato, commosso e fatto ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2498" title="lepaginedellanostravita" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/lepaginedellanostravita-131x188.jpg" alt="" width="131" height="188" />Per chi ama i bei polpettoni d&#8217;amore e ancora rimpiange Jack e Rose sul Titanic, questo è il film per voi. Se devo dare un giudizio oggettivo da critico cinematografico non posso dare più di 6 ½ a questo film, ma se invece mi chiedete un parere puramente soggettivo, dico che questo film mi ha davvero emozionato, commosso e fatto riflettere su quella che è la vera essenza dell&#8217;amore o che almeno dovrebbe essere.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia è narrata da un vecchio signore che in una casa di cura per anziani si diletta a leggere un libro a una signora malata di Alzheimer. La storia è ambientata negli anni&#8217;30 e parla di 2 giovani ragazzi, Noah e Allie, che si innamorano durante le vacanze estive. Dopo 3 mesi di amore, la villeggiatura per la ragazza finisce, i due tra pianti e lacrime sono costretti a lasciarsi, ma sarà un amore difficile da dimenticare. Non è tanto la trama (semplice, forse già vista e sicuramente strappalacrime) ma è il modo in cui viene narrata che rende il film così coinvolgente insieme anche alla bravura dei due protagonisti (Rachel McAdams e Ryan Gosling). Forse dovuto anche al fatto che i due attori si sono davvero fidanzati durante le riprese del film, l&#8217;alchimia tra loro è totale e riescono davvero a trasmetterci il forte sentimento che lega i due giovani, quell&#8217;amore che scuote gli animi e sconvolge la mente tipico degli adolescenti (se avete la possibilità consiglio infatti di vedere il film in lingua originale).</p>
<p style="text-align: justify;">Diciamo che il film vuole essere un ritratto di ciò che l&#8217;amore dovrebbe essere, di un&#8217;ideale, che quasi tutti noi abbiamo ma che purtroppo o fortunatamente spesso dimentichiamo, perché difficilmente riusciamo a trovarlo nella vita reale. E&#8217; l&#8217;idea di arrivare ad amare veramente solo una persona durante la nostra vita e per sempre, l&#8217;idea di poter condividere con l&#8217;altro tutta una vita, creando una famiglia, per poi invecchiare insieme fino alla morte. E&#8217; l&#8217;idea di un amore che prende anima e corpo e che non è fatto solo di dolcezza e rispetto reciproco ma è anche molto carnale e passionale. Se vi aspettate infatti un film politically correct per tutta la famiglia resterete piacevolmente sorpresi per le scene d&#8217;amore, molto più spinte e coinvolgenti di quelle che siamo abituati a vedere in questo genere di film.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo d&#8217;amore è solo un&#8217;ideale e un&#8217;illusione da film rosa? Non lo so, ma di sicuro è questo ideale che ci fa continuare a aver voglia d&#8217; innamorarci e a sperare un giorno di trovare un amore come quello tra Noah e Allie. Questo film è per coloro che ancora ci credono o per chi ci credeva ma la vita glielo ha fatto dimenticare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ps: veramente succulenti i contenuti speciali, che contengono molte scene tagliate dei due protagonisti tra cui anche la versione alternativa delle due scene d&#8217;amore, molto più spinta della versione finale poi messa nel film. Il regista spiega infatti di aver avuto alcuni problemi con la censura e di esser molto dispiaciuto per questi tagli poiché erano importanti per mostrare che il vero amore ha una forte componente fisica e carnale.</p>
<p style="text-align: justify;">Curiosità: l&#8217;attrice che interpreta l&#8217;anziana signora (Gena Rowlands) è anche la madre del regista, Nick Cassavetes.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Una notte da leoni” di Giulia Battistolo</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 20:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendi una sera d&#8217;inizio estate. Le proposte cinematografiche decenti iniziano a scarseggiare, così ci decidiamo per una commedia dall&#8217;aria divertente: Una notte da leoni. Per me che sono snob certi momenti della storia sono proprio un po&#8217; troppo trash, ma non c&#8217;è niente da fare: questo film fa venire voglia di far festa. Bere superalcolici sul tetto di un hotel di lusso, sposare una sconosciuta ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2500" title="una_notte_da_leoni" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/una_notte_da_leoni-131x188.jpg" alt="" width="131" height="188" />Prendi una sera d&#8217;inizio estate.<br />
Le proposte cinematografiche decenti iniziano a scarseggiare, così ci decidiamo per una commedia dall&#8217;aria divertente: Una notte da leoni.<br />
Per me che sono snob certi momenti della storia sono proprio un po&#8217; troppo trash, ma non c&#8217;è niente da fare: questo film fa venire voglia di far festa. Bere superalcolici sul tetto di un hotel di lusso, sposare una sconosciuta nel bel mezzo della sbornia, strapparsi un dente per scommessa, rapire una tigre: viene voglia di sbronzarsi, andare in giro ululando e fare i cazzoni. E in questo delirio di divertimento, ritrovare, magari, un pezzo di sé che si era smarrito, che avevamo messo a tacere; avere una rivelazione; vedere la verità.<br />
Per poi tornare, come i protagonisti, (quasi) integri alla vita di tutti i giorni, ma con la soddisfazione di essersi davvero divertiti, per una volta.</p>
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		<title>“Into the Wild” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 09:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capolavoro diretto da Sean Penn. Tratto da un libro (“Nelle terre estreme” di Jon Krakauer), il film racconta la vera storia di Christopher McCandless, un ragazzo benestante che appena ventenne decide di iniziare un lungo viaggio da solo attraverso l’America. Questo viaggio è per lui una fuga dalla realtà, dalla famiglia, dagli amici, dalle persone, da un mondo che non ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2503" title="into_the_wild" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/into_the_wild-127x188.jpg" alt="" width="127" height="188" />Capolavoro diretto da Sean Penn. Tratto da un libro (“Nelle terre estreme” di Jon Krakauer), il film racconta la vera storia di Christopher McCandless, un ragazzo benestante che appena ventenne decide di iniziare un lungo viaggio da solo attraverso l’America. Questo viaggio è per lui una fuga dalla realtà, dalla famiglia, dagli amici, dalle persone, da un mondo che non comprende e che sembra non comprenderlo. Un viaggio alla ricerca della libertà e del vero senso della vita, che lo porta sempre più a contatto con la natura, unico luogo dove lui sembra trovare un po’ di pace dal caos della nostra società. Incontra vari personaggi durante il suo cammino, ma lentamente le persone scompariranno per lasciare spazio sempre più alla natura, fino alla completa solitudine nella selvaggia Alaska, dove il suo viaggio termina. Essenzialmente per Christopher sarà un viaggio con sé stesso, tramite cui mettersi alla prova sotto ogni punto di vista, anche fisico. Determinato a dimostrare che la vera felicità si trova solo nel rapporto con la natura e con se stesso, alla fine del suo viaggio scoprirà una verità diversa, inaspettata, non legata alla religione ma totalmente terrena, che finalmente gli farà cogliere il vero senso della vita.<br />
Film lungo (dura quasi 3 ore) e a tratti un po’ lento, ma che permette allo spettatore di immedesimarsi perfettamente nel protagonista e di vivere insieme a lui questo viaggio, un lento percorso che lo trasformerà da ragazzo ribelle in un adulto con una nuova saggezza e consapevolezza di sé. Film davvero toccante e commovente ma allo stesso tempo semplice, come semplici sono le cose importanti della vita. Bellissima la scena in cui Christopher si ritrova su una collina rocciosa a osservare il paesaggio assolato insieme a un signore anziano, solo e senza figli, a cui tenta di spiegare la sua idea di felicità, non legata al rapporto con gli altri ma solo a quello con la natura e con se  stessi. Bravissimo Hal Holbrook nel ruolo del vecchio, che gli fece ottenere la candidatura agli Oscar come attore non protagonista.<br />
N.B: bella la colonna sonora di Eddie Vedder (cantante dei Pearl Jam) e ovviamente bellissima la fotografia.</p>
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		<title>“Il curioso caso di Benjamin Button” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 09:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2543" title="button" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/button-131x188.jpg" alt="" width="131" height="188" />Il curioso caso di Benjamin Button, tratto dall’omonimo racconto di Francis Scott Fitzgerald, è una favola, quasi una novella per bambini, ma che in realtà contiene molti significati simbolici e metaforici sui grandi temi della vita. Il film racconta della vita di Benjamin (Brad Pitt), un bambino che, appunto, per un “curioso caso” nasce già vecchio. Quasi una creatura mostruosa fuori, ma un normale bambino dentro, Benjamin crescerà facendo un percorso diverso dagli altri, all’incontrario, ringiovanendo al passare degli anni. Emarginato e escluso dagli altri bambini, sarà capito solo da poche persone: dalla madre, sempre accanto a lui per confortarlo, e da una bambina, Daisy, che riuscirà a vedere in lui il bimbo che è dentro. Passano gli anni, Benjamin cresce, o meglio “ringiovanisce”, e rincontra Daisy, ormai diventata una donna (Cate Blanchett). Tra i due scoppia un amore travolgente, che purtroppo durerà poco, un breve istante, solo fino a quando le loro due vite riusciranno a sovrapporsi, prima di riprendere direzioni opposte. Questo amore però non finirà, ma negli anni si trasformerà e assumerà un’altra forma.<br />
Un piccolo capolavoro: bello, toccante, delicato, un film profondo che parla della vita e della morte, del nascere e del morire e di come appunto forse non ci sia molta differenza tra le due cose, dipende dalla prospettiva da cui le si guarda, perché alla fine a definire la morte non è l&#8217;invecchiare ma è il rapporto con gli altri, è il doversi distaccare dalle persone che ami. Il film infatti parla anche e soprattutto dell&#8217;amore, l&#8217;unica cosa che può sopravvivere nel corso di una vita in cui tutto cambia e niente è per sempre. L&#8217;amore qui è l&#8217;amore universale, tra un uomo e una donna ma anche tra una madre e un figlio. Proprio tramite il rapporto tra i due protagonisti si capisce come tra i due tipi di amore non ci sia molta differenza, perché sono entrambi espressione dello stesso sentimento dell&#8217;Amore, l&#8217;unica forza capace forse di vincere contro la morte.</p>
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		<title>“Diverso da chi” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 21:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Commedia italiana divertente e non stupida. Argomento: omosessualità, ma non solo. In realtà il film parla più genericamente dell&#8217;amore, a prescindere dal sesso, e soprattutto di come il concetto di normalità non sia un concetto assoluto ma relativo, definito dal singolo individuo. Per il protagonista Piero (Luca Argentero) la normalità è amare solo gli uomini, perciò quando si ritroverà a ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2545" title="locandina-1" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/locandina-1-301x430.jpg" alt="locandina-1" width="271" height="387" />Commedia italiana divertente e non stupida. Argomento: omosessualità, ma non solo. In realtà il film parla più genericamente dell&#8217;amore, a prescindere dal sesso, e soprattutto di come il concetto di normalità non sia un concetto assoluto ma relativo, definito dal singolo individuo. Per il protagonista Piero (Luca Argentero) la normalità è amare solo gli uomini, perciò quando si ritroverà a innamorarsi di una donna Adele (Claudia Gerini), tutte le sue concezioni saranno messe in crisi e lui stesso avrà difficoltà ad accettare questo sentimento. In pratica la situazione è ribaltata: l&#8217;amore comunemente definito &#8220;normale&#8221; dalla nostra società, ovvero quello tra un uomo e una donna, è invece definito dal protagonista &#8220;devianza perversa&#8221; da ciò che è invece per lui la normalità, ovvero l&#8217;amore tra uomini. Significativa la scena tra Argentero e la Gerini, quando lei cerca di convincerlo che lui è &#8220;diverso&#8221;, ma diverso da chi? Diverso dai diversi, quindi normale? In tutta questa confusione di definizioni alla fine sparisce sia  il concetto di diversità sia quello  di normalità per lasciar spazio solo ai sentimenti, che porteranno i nostri personaggi  alla fine del film a trovare una nuova dimensione, tutta loro e sicuramente “diversa” dalla “normalità”..!<br />
<strong>Nota</strong>: Bravi tutti gli attori, da Luca Argentero a Filippo Nigro (che interpreta il fidanzato di Piero),  ma la Gerini supera tutti, come comica è davvero esilarante.</p>
<h3 style="text-align: justify;">VOTO: 7</h3>
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		<title>“Valzer con Bashir” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 21:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2547" title="locandina" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/locandina-301x430.jpg" alt="locandina" width="301" height="430" />Valzer con Bashir è veramente un film d’autore, anche se in realtà non è proprio un film. E’ infatti un film d’animazione, anzi è un documentario raccontato tramite disegni, che diventano quasi quadri animati. Questa scelta determina il successo del film che è invece una storia vera, racconta un fatto storico, purtroppo quasi dimenticato dai giovani di oggi: lo sterminio nei campi profughi di Sabra e Shatila a Beirut in Libano nel 1982, dove furono massacrati un numero ancora imprecisato di civili palestinesi (tra diverse centinaia e 3500) per mano dell’esercito israeliano. Questi fatti vengono raccontati direttamente dal regista, Ari Folman, che in quella guerra c’è stato davvero quando era ragazzo e che forse ha anche preso parte a quegli orribili fatti, ma inconsapevolmente. Folman quindi diventa un disegno, il protagonista della nostra storia, che ormai adulto non ricorda quasi più nulla di quegli eventi, così atroci che la sua mente ha deciso di cancellare. Decide quindi di iniziare un viaggio alla ricerca della verità, andando a intervistare degli ex compagni dell’esercito per ricostruire i fatti e per capire qual è stata la sua reale responsabilità nel massacro. Piano piano inizia a ricordare la guerra, che appare sempre sotto forma di cartone animato ma non per questo è meno dura e violenta. E’ bellissimo infatti il contrasto tra la verità narrata e il fumetto rappresentato che paradossalmente permette al regista di descrivere la guerra in modo forse più efficace che se avesse usato filmati veri. Tramite i disegni riesce a rendere l’idea assurda della guerra, che appare quasi come un sogno, un incubo, un allucinazione di un ragazzo poco più che maggiorenne, che non è in grado di capire cosa sta facendo, perché non gli vengono date spiegazioni ma solo ordini. <span id="more-541"></span>Alla fine del suo viaggio avrà ricostruito i fatti, dov’era al momento del massacro e chi ne furono veri responsabili. La verità è che fu un massacro inutile senza senso, causato solo dall’odio e dalla brama di vendetta degli uomini, che tanto amano definirsi creature intelligenti e diverse dagli animali, ma che nel corso della storia continuano a dimostrare il contrario. Bellissimo il finale: i disegni sfumano e per la prima volta appaiono le immagini vere del post-massacro, che ti riportano violentemente alla realtà. Non è stato un sogno, ma è accaduto davvero.<br />
Nota: veramente stupenda la scena del ricordo del massacro da parte del protagonista, quasi un sogno, sembra come l’apocalisse davanti a cui tutti gli uomini sono nudi e pronti a essere giudicati per i loro peccati.</p>
<h3 style="text-align: justify;">VOTO: 9</h3></p>
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		<title>“The Wrestler” di Maria Serena Carrara</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 21:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Colpo di fulmine per The Wrestler: bello, toccante, delicato e commovente. Mickey Rourke interpreta Randy Robinson, ovvero “The Ram”, star del Wrestling negli anni’80 oggi quasi dimenticata, a cui non rimane altro che cercare di spremere gli ultimi dollari dalla fama che aveva lottando davanti a vecchi appassionati. Storia di un uomo grande e grosso, ma in realtà molto fragile ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2549" title="wrestler" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/wrestler-290x430.jpg" alt="wrestler" width="290" height="430" />Colpo di fulmine per The Wrestler: bello, toccante, delicato e commovente. Mickey Rourke interpreta Randy Robinson, ovvero “The Ram”, star del Wrestling negli anni’80 oggi quasi dimenticata, a cui non rimane altro che cercare di spremere gli ultimi dollari dalla fama che aveva lottando davanti a vecchi appassionati. Storia di un uomo grande e grosso, ma in realtà molto fragile e solo, che si ritrova ormai più che adulto a fare il bilancio della sua vita e a scoprire di aver sacrificato i veri affetti per un successo fasullo. Randy cercherà di separarsi da “The Ram” e di ricostruirsi una vita fuori dal ring, ma forse è troppo tardi. <span id="more-537"></span>Rourke è bravissimo e tocca il cuore dello spettatore con grande tenerezza, tanto che verrebbe quasi voglia di entrare nel film per aiutarlo, perché la forza di questo personaggio è la sua umanità, è un uomo normale, con i suoi limiti, che ha fatto degli sbagli, anche grossi, ma che però, sotto tutti quei muscoli, ha anche un grande cuore. Forse solo una persona riuscirà a capirlo,una spogliarellista (Marisa Tomei), che come lui fa un lavoro  che la porta ad apparire diversa da quella che è veramente. Ma forse neanche lei riuscirà a salvarlo, se non è lui il primo a crederci e a darsi una seconda possibilità. Si esce dal cinema davvero con la voglia di non commettere anche noi i suoi stessi errori. Veramente un film bello nella sua semplicità.<br />
Nota speciale per la regia, la musica (usata poco ma nei punti giusti) e soprattutto per la fotografia, quasi scarna e un po’ fredda, come la vita del nostro protagonista. Oltre a Rourke, molto brava anche la Tomei.</p>
<h3 style="text-align: justify;">VOTO: 9</h3></p>
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