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	<title>Hyde Park &#187; Cristiano Ronaldo</title>
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Il progetto Hyde Park, una rivista composta esclusivamente da contenuti scritti dai lettori e selezionati dalla redazione, si basa sulla valorizzazione di tutti i talenti che spesso hanno difficoltà ad accedere ai canali editoriali tradizionali.
Il progetto, fin dal suo inizio, ha riscosso un enorme successo tra la community web.
Visitate il sito http://www.rivistahydepark.org per maggiori informazioni.</itunes:summary>
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		<title>Hyde Park &#187; Cristiano Ronaldo</title>
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		<title>&#8220;Messi bi-pallone d&#8217;oro: Sorpresa SI’, Scandalo NO&#8221; di Antonio Borghese</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 21:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Zurigo, premiato il fuoriclasse del Barcellona, che supera al fotofinish il favorito Iniesta Sorprendente, con le sue prodezze sui campi di calcio, ed ora anche nelle premiazioni. Stiamo parlando di Lionel (per tutti Leo) Messi, fuoriclasse del Barcellona, che si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo il Pallone D’Oro, il più importante riconoscimento a livello individuale che un ]]></description>
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<div id="attachment_8586" class="wp-caption alignleft" style="width: 688px"><em> </em><em><img class="size-large wp-image-8586" title="messi" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/messi1-678x450.jpg" alt="" width="678" height="450" /></em><p class="wp-caption-text">http://www.flickr.com/photos/prismatico/3582419357/</p></div>
<p><em>A Zurigo, premiato il fuoriclasse del Barcellona, che supera al fotofinish il favorito Iniesta</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sorprendente, con le sue prodezze sui campi di calcio, ed ora anche nelle premiazioni. Stiamo parlando di Lionel (per tutti Leo) Messi, fuoriclasse del Barcellona, che si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo il Pallone D’Oro, il più importante riconoscimento a livello individuale che un calciatore possa ottenere. Nell’edizione 2009, l’affermazione del 23enne attaccante argentino fu netta ed ampiamente annunciata. Infatti,i 96 giornalisti provenienti da ogni parte del globo, unici accreditati al voto, come da tradizione voluta da France Football, rivista sportiva francese che nel 1956 istituì l’ambito premio, non ebbero dubbi nell’assegnare il trofeo a Messi, reduce da una stagione 2008-2009 strepitosa con il suo Barcellona, trascinato al successo in tutto ciò che ci fosse da vincere: Coppa del Re, Liga Spagnola, Champions League, Supercoppa di Spagna ed Europea, e dulcis in fundo il Mondiale per Club, conditi da 37 gol di Leo la “pulce”, come amano simpaticamente soprannominarlo. Presentandosi con un curriculum così, misto al suo indiscutibile talento, e grazie all’assenza, nel calendario calcistico 2009, della Coppa del Mondo, da sempre determinante ai fini del verdetto, Messi sbaragliò la concorrenza di Cristiano Ronaldo, vincitore del Pallone D’Oro l’anno precedente. E’storia recente, invece, il bis ottenuto dall’argentino, che gli consente di eguagliare nell’albo d’oro del premio, mostri sacri del calibro di Di Stefano, Beckenbauer, Keegan, Rummenigge e l’ex interista Ronaldo. Una “doppietta” fatta di conferme,tante, che Messi ha saputo fornire appieno anche nel 2010. Nonostante il Barça, nell’anno appena trascorso,abbia vinto “solo” Campionato e Supercoppa spagnola, subendo invece una cocente delusione in Champions League, venendo eliminato in semifinale dalla pragmaticità dell’Inter di Mourinho, poi diventata Campione D’Europa. Campione lo è però anche la “pulce” Leo Messi, capace a dispetto della delusione continentale, di mettere a segno la bellezza di 4 reti nel ritorno dei quarti di finale contro l’Arsenal, un poker mai riuscito a nessun calciatore in un incontro della fase ad eliminazione diretta. Per non parlare di quanto fatto nella Liga, dove Messi ha conquistato a mani basse il “Pichichi”, ossia il titolo assegnato al capocannoniere del torneo, dall’alto della quota monstre di 34 gol, cifra irraggiungibile per gli altri attaccanti. Di tutti i campionati europei. Il bottino di reti totalizzate, ha permesso infatti a Leo di vincere anche la Scarpa D’Oro. Insomma, nulla da eccepire sulle doti stratosferiche, e soggette ancora a potenziale miglioramento, vista la giovane età della “pulce”, ma come detto in apertura di articolo, il suo trionfo bis nel Pallone D’Oro, resta per certi versi stupefacente ed un po’ lontano dalle logiche che avevano portato alla scelta dei vincitori nelle passate edizioni. Il motivo di ciò ha origine nel significativo cambiamento avvenuto il 5 luglio 2010: a Johannesburg, France Football e la Fifa hanno firmato un accordo per unificare Pallone D’Oro e Fifa World Player, visto che i due premi erano diventati due facce della stessa medaglia, ed entrambi venivano ormai sempre conferiti allo stesso calciatore. La decisione si realizza nel pieno del mondiale sudafricano, con la Spagna che si appresta a disputare la propria semifinale contro la Germania, la quale a sua volta aveva in precedenza eliminato l’Argentina di un Messi opaco e poco incisivo, come spesso gli accade in Nazionale, nonostante la presenza in panchina di un certo Diego Armando Maradona, che ha sempre designato Leo come suo naturale successore. Gli iberici staccheranno il biglietto per la finalissima, poi vinta grazie alla rete decisiva di Andrès Iniesta. Proprio il centrocampista, anch’egli punto di forza del Barcellona, al di là del pesantissimo gol realizzato è stato uno dei migliori giocatori del mondiale, rendendolo di diritto il principale favorito per la vittoria del Pallone D’Oro,insieme al compagno di squadra Xavi ed all’olandese Wesley Snejider, anch’egli finalista in Sudafrica e protagonista, con la maglia dell’Inter, della formidabile tripletta Scudetto, Coppa Italia e Champions League. La fusione col Fifa World Player, ha comportato però anche un’unificazione delle giurie. Ai giornalisti, storicamente designati a decidere il destinatario del Pallone D’Oro, si sono affiancati Commissari Tecnici e Capitani delle varie Nazionali, fino all’anno scorso giurati del premio Fifa. E qui il cerchio si chiude, arrivando al galà del 10 gennaio scorso nella Kongresshaus di Zurigo, teatro dei colpi di scena: Snejider fuori pure dal podio,tutto barcellonista, composto da Iniesta, Xavi e Messi. Del Barcellona è anche Pep Guardiola, allenatore dei catalani, scelto per annunciare chi, tra i “suoi” ragazzi, avrà il Pallone D’Oro. Lo stesso Guardiola sembra il primo ad essere sorpreso, quando dalla busta compare il nome di…Lionel Messi, il vincitore tenuto meglio segreto nella storia del premio. Un segreto che, una volta svelato, ha ovviamente suscitato non poche polemiche tra gli spagnoli, i quali confidavano nel trionfo di uno dei Campioni del Mondo, così come accaduto, ad esempio, al nostro Fabio Cannavaro nel 2006 ed a Ronaldo nel 2002. Delusione anche per olandesi ed interisti, perché Sneijder, qualora ci fosse stato ancora il vecchio criterio del voto affidato ai soli giornalisti, avrebbe ritirato il “Ballon D’Or” al posto dell’argentino. E’ però eccessivo parlare di scandalo, visto che il premio è andato ad un autentico fenomeno: un concentrato di tecnica sopraffina, senso del gol, agilità, estro e visione di gioco. Ciò basta per affermare che Messi ha comunque meritato questo importante riconoscimento. Anche se il titolo realmente strameritato, è quello di miglior allenatore del mondo, assegnato a Josè Mourinho. Ora però non riaccendiamo polemiche….</p>
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		<title>&#8220;La Champions parla spagnolo: Barça sul tetto d’Europa&#8221; di Valerio Embrione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 10:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sfida, con la S maiuscola: così si presenta alla vigilia Barcellona – Manchester United. Il match che vedeva di fronte le migliori esponenti delle due scuole calcistiche che stanno dominando la scena internazionale è stravinto dai Catalani che, se mai non fosse arrivato il doppio colpo del K.O., avrebbe vinto ugualmente ai punti. Catalani nella storia con la “triplete”, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4223" title="barcellona" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/barcellona-188x125.jpg" alt="" width="188" height="125" />La Sfida, con la S maiuscola: così si presenta alla vigilia Barcellona – Manchester United. Il match che vedeva di fronte le migliori esponenti delle due scuole calcistiche che stanno dominando la scena internazionale è stravinto dai Catalani che, se mai non fosse arrivato il doppio colpo del K.O., avrebbe vinto ugualmente ai punti. Catalani nella storia con la “triplete”, conquistando nello stesso anno campionato, Copa del Rey e Champions League.<br />
ROMA CAPUT MUNDI: Atmosfera da brividi all’Olimpico, la coreografia che accoglie le squadre in campo è degna del Colosseo dei tempi d’oro dell’Impero, il tifo è alle stelle, con i tifosi inglesi che occupano la Nord, mentre gli spagnoli la Sud. Il Barcellona rimane un po’ intimidito da tutto ciò, forse disabituato a certi palcoscenici (è dal 2006 che non prende parte ad una finale continentale), mentre lo United ha ancora in mente la fantastica notte di Mosca dello scorso maggio. Tutto questo si riflette in un avvio sprint della squadra di Ferguson, che già al primo minuto sfiora la rete: punizione da distanza siderale di Ronaldo che brucia il manto erboso rifatto per l’occasione, respinta un po’ goffa di Valdes, proprio sui piedi di Park che stenta a crederci e di prima intenzione la spara alle stelle. Nei primi 9 minuti c’è solo una squadra in campo, sono i Red Devils, ma al 10’ si spegne la luce: ripartenza blaugrana con Messi, che serve poco dopo il centrocampo Iniesta. Lo spagnolo avanza palla al piede fino alla trequarti, scarica sulla destra per Eto’o che penetra in area e se ne va sul fondo, rientra sul sinistro scherzando Vidic e con un tocco di punta degno del miglior giocatore di calcio a 5 la poggia sul primo palo, bassa, rubando il tempo ad un incolpevole Van Der Sar. Il massimo della concretezza, se si pensa che è stato il primo tiro in porta della banda Guardiola, in risposta ai 5 tiri in porta fino ad allora effettuati dallo United.<br />
E LO UNITED?: La rete fa azzerare di colpo l’autostima, finora molto alta, dei Fergie’s Boys, che cominciano a perdere un numero impressionante di palloni, mentre il Barcellona abbassa notevolmente il ritmo, con una fitta rete di passaggi, non permettendo agli avversari di ripartire. Il Manchester ci mette cuore, soprattutto con Giggs (punizione dal limite alta) e Cristiano Ronaldo, ma l’assenza di Fletcher si fa sentire troppo e Park e Carrick sono troppo fuori dal gioco, così come Rooney, che si sacrifica molto ma non è per niente funzionale alla manovra offensiva. Lo svizzero Busacca richiama le squadre negli spogliatoi dopo 45 minuti non molto intensi e non basta vedere Tevez al rientro in campo, al posto di uno spento Anderson, per cambiare l’inerzia della gara.<br />
BARCELLONA DEVASTANTE: Lo United non riesce ad uscire dalla propria metà di gioco, schiacciata dal maestoso palleggio dei catalani, che rischiano di raddoppiare prima con Henry, che calcia male su Van Der Sar in uscita e poi con Xavi, che con una punizione dal limite centra in pieno il palo alla sinistra dell’estremo difensore olandese. La risposta United arriva dopo pochi minuti: Rooney scodella al centro una palla per Ronaldo che non ci arriva, anticipato da Tourè che però manca anch’egli il pallone e, alle loro spalle, non ne approfitta il coreano Park di un soffio. Gli inglesi sono alle corde e Ferguson prova il tutto per tutto: fuori Park, lontano parente del dinamico centrocampista che ha illuminato l’Emirates Stadium qualche settimana fa e dentro Berbatov. Sir Alex prova a cambiare le carte in tavola cambiando gli esterni di centrocampo e proponendo Giggs al centro, ma è ancora il Barça a farsi vedere dalle parti di Van Der Sar, nel modo migliore: al 70’ Xavi recupera un rilancio corto della difesa inglese e lo mette al centro, dove Messi salta e sembra essere tenuto su da una corda, colpo di testa perfetto che termina la sua parabola in rete: è l’apoteosi blaugrana, l’immagine della partita perfetta<br />
FIESTA!: Il Manchester si fa vedere un minuto dopo, con Cristiano Ronaldo che raccoglie un pallone bucato da tutti i difensori catalani, ma si fa ipnotizzare da Valdes, quindi scompare praticamente dal campo e, quando riappare, lo fa solo per qualche fallo cattivo dettato dalla frustrazione. Qualche cartellino giallo sventolato da Busacca, un paio di affondi blaugrana non andati a segno e giusta passerella per Iniesta, che esce tra gli applausi dell’Olimpico, a 2 minuti dal termine. Bastano 3 minuti di recupero ed arriva la certezza del trionfo per la squadra delle meraviglie, autore di oltre 160 reti nell’arco della stagione. Onore agli sconfitti, ma la scena è tutta per il 38enne Guardiola, alla sua prima esperienza in un club di vertice e per il maggiore indiziato alla successione di Cristiano Ronaldo al Pallone d’Oro, “La Pulga” Messi, simboli della terza affermazione europea per la formazione del presidente Laporta.</p>
<p>Manchester United: Van Der Sar, O’Shea, Ferdinand, Vidic, Evra, Park (65&#8242; Berbatov), Carrick, Anderson (46&#8242; Tevez), Rooney, C.Ronaldo, Giggs (75&#8242; Scholes). All. Ferguson</p>
<p>Barcellona: Valdes, Puyol, Piquè, Toure, Sylvinho, Busquets, Xavi, Iniesta (90&#8242; P. Rodriguez), Henry (71&#8242; Keita), Messi, Eto’o. All. Guardiola</p>
<p>Arbitro Massimo Busacca (SUI)</p>
<p>Reti: 10&#8242; Eto&#8217;o, 70&#8242; Messi</p>
<p>Ammoniti: Piquè (B), C. Ronaldo (M), Scholes (M)</p>
<p>MIGLIORE IN CAMPO: Xavi (B); C. Ronaldo (M)<br />
PEGGIORE IN CAMPO: Henry (B); Carrick (M)</p>
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