“Di dame, spade e fiori” di Fabio Orefice
In quell’era di dardi e draghi, villani e maghi, ancelle e fate rapite da viandanti Che siate in casa, al falò o tra le braccia degli amanti, placate l’ira e un bagliore vi si fissi In questa sera maliardi e vaghi, gitani ed aghi, favelle nate e svanite per cantanti Stiate in casa, Ivanoe e la caccia ai Sicofanti, ascoltate
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