Post con il tag: "dolore"
/ 18 mag ’11 23:02
Vorrei poter modulare la voce, creare la giusta vibrazione e forgiare parole che sappiano lenire. Vorrei trattenere la disperazione, essere diga che arresta acque tumultuose. Portare quiete che ritempra, interrompere il flusso del dolore. Vorrei sconfiggere i mostri che popolano i sogni e tramutare in oasi di pace il deserto che ti circonda. Sollevare quel peso che incombe sul respiro,
/ 3 feb ’11 19:44
A bassa voce. A luci ferme. Come deve essere. Guardai la mammella della ragazza che si disegnava sotto il camicione. Aveva capelli rossi lunghissimi, brucianti, e la pelle del colore del marmo si disfaceva a quel calore. Ebbi un guizzo molle al basso ventre e provai l’ebbrezza di abitare il suo desiderio là, dentro la luce squadrata. Me ne tenne
/ 6 dic ’10 15:44
Lo stanzone della chiesa era affollato di troppe mani, che per l’imbarazzo non sapevano come toccarmi. Parallelo ad uno dei muri di cinta correva il binario della ferrovia. Un fischio e l’ingranaggio della sbarra che chiudeva il passaggio a livello ci avvertirono del transito di un treno. Alcuni mi dissero che quel fischio era l’ultima saluto per me della morta.
/ 30 nov ’10 16:35
Spezza le catene forgiate dal lamento di una nenia antica Voglio abitare altri posti dentro al cuore Portami altrove Negli angoli di silenzio, tra culle inviolate dai respiri
/ 10 giu ’10 22:47
Il giorno dopo, ti venni a cercare. Volli rivederti presto. Eri stata un pensiero ricorrente ma diverso da quelli percorsi da altre donne. C’era qualcosa di te che sfuggiva al mio intuito ma, averti in mente, mi faceva stare in pace col mondo. Intimamente, mi pareva di sentire una specie di allarme ma, non riuscivo a decifrarlo e comunque, qualunque
/ 27 mag ’10 15:13
Da questa terrazza, se voglio, riesco a vedere il mare… è l’erba di questa campagna che ho davanti, che ondeggia docile e fluida, alle carezze del vento, come fosse mare… Oggi, ho guardato a lungo questo movimento, inseguito da un ricordo che avevo nascosto in me per dimenticarlo… Ho ritrovato, tra vecchie carte che riordinavo, qualcosa che volevo credere perduta
/ 19 mag ’10 14:47
L’inferno non mi volle. Il giorno dopo, mi risvegliai da un sonno confuso e profondo, e non fu subito che capii d’essere ancora vivo. Padre Pio mi guardava da dentro un quadretto sgangherato appeso alla parete bianca davanti a me e il suono di un bip, scandiva un silenzio irreale. Cercai con lo sguardo, seguendo quel suono breve fino al
/ 12 mag ’10 17:13
Leggo, scrivo, passeggio e penso. E’ così che trascorro il mio tempo, da quando Marta mi ha lasciato, e sono passati quasi dieci anni da allora. Eravamo riusciti a stare insieme per così tanto che non me lo ricordo più e poi, un giorno, dopo mille tempeste, lei prese un aereo col biglietto di sola andata e si trasferì da
/ 4 mar ’10 15:16
L'aria fredda incide squame sulla pelle, abbassa sguardi al riparo, allunga il passo della gente sulle strade. Chi è solo procede senza fretta, offre il suo dolore al gelo nello spasmo dei respiri
/ 3 mar ’10 09:21
Respiro ancora, nonostante tutto. Sono fermo, immobile, a terra, forse in una posizione innaturale, e cerco, tra i dolori fortissimi che provo, di capire cosa mai sia successo, anzi, di comprendere com’è possibile che io sia ancora vivo. Un tirante dell’impalcatura ha ceduto, c’è voluto un attimo, neanche il tempo sufficiente ad allungare d’istinto una mano per sorreggermi, sfiorando per
/ 9 feb ’10 10:13
Guido Passini nasce a Bologna nel novembre del 1978. Trascorre i suoi trentuno anni, condividendo “il respiro” con la malattia genetica che lo accompagna da sempre: La Fibrosi Cistica. Con il passare degli anni, malgrado la malattia tenti di debilitarlo fisicamente, incomincia a scrivere, dando cosi libero sfogo alla sua anima. Intinge la penna nelle sue emozioni, scava nelle paure
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