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	<title>Hyde Park &#187; emozioni</title>
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	<itunes:summary>Attraverso il podcast di Hyde Park potrete ascoltare alcuni dei più significativi contenuti audio tra quelli inviati dai lettori/scrittori di Hyde Park.
Il progetto Hyde Park, una rivista composta esclusivamente da contenuti scritti dai lettori e selezionati dalla redazione, si basa sulla valorizzazione di tutti i talenti che spesso hanno difficoltà ad accedere ai canali editoriali tradizionali.
Il progetto, fin dal suo inizio, ha riscosso un enorme successo tra la community web.
Visitate il sito http://www.rivistahydepark.org per maggiori informazioni.</itunes:summary>
	<itunes:author>Hyde Park</itunes:author>
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	<managingEditor>redazione@rivistahydepark.org (Hyde Park)</managingEditor>
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		<title>Hyde Park &#187; emozioni</title>
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		<title>&#8220;Riflusso&#8221; di Lia Manzi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 20:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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		<description><![CDATA[Ponendomi sospirante tra le tue braccia mi ritrovo sola. Sei confusamente distante, il mio battito irrequieto mi riporta alla lontana assenza delle emozioni più intense di me. Mi rivoglio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9039" class="wp-caption alignleft" style="width: 688px"><img src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/sola1-678x378.jpg" alt="" title="sola" width="678" height="378" class="size-large wp-image-9039" /><p class="wp-caption-text">http://www.flickr.com/photos/nhuisman/3867117732/</p></div>
<blockquote><p>Ponendomi sospirante tra le tue braccia mi ritrovo sola.<br />
Sei confusamente distante, il mio battito irrequieto<br />
mi riporta alla lontana assenza delle emozioni più intense di me.<br />
Mi rivoglio.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>“Mente in orbita” di Beatrice Bono</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 19:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi muovo barcollante fra le righe bieche della mia più totale insonnia. Nello stomaco ho sostanze a gradazione medio alta che attendono solo di essere assorbite; mi avveleneranno mente e corpo ma saranno fonte d’ispirazione per gli scritti. Penso: che posso fare ora? Penso. Mi faccio una serie infinita di elucubrazioni mentali sul mondo. Anche un fantomatico e arrogante “scienziato” ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-8134" title="libera" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/libera-188x138.jpg" alt="" width="188" height="138" />Mi muovo barcollante fra le righe bieche della mia più totale insonnia. Nello stomaco ho sostanze a gradazione medio alta che attendono solo di essere assorbite; mi avveleneranno mente e corpo ma saranno fonte d’ispirazione per gli scritti. Penso: che posso fare ora? Penso. Mi faccio una serie infinita di elucubrazioni mentali sul mondo. Anche un fantomatico e arrogante “scienziato” di una qualche setta divenuta di moda (che in ogni caso non conosco) mi disse, psicoanalizzandomi nell’arco di ben tre minuti &#8211; aspetta che una qualsiasi risposta arrivi e riesca così a soddisfare in qualche modo questo tuo circostanziale senso di vuoto… Apatia completa! Perché è di questo che si tratta.<br />
E’ abbastanza triste doversi soffermare a riflettere su ogni singola azione compiuta nell’arco della vita senza poterne rimembrare e assaporare le emozioni che furono, o almeno parte di esse. Così facendo si finisce per non rendersi nemmeno conto che la propria vita la si sta vivendo; tutto diviene un inutile scorrere incessante di attimi senza senso e, quando finalmente ci pensi, scopri che un’altra piccola fetta se ne è già andata senza lasciare tracce nella tua coscienza, o comunque senza che vi sia rimasto qualcosa che valga la pena di essere ricordato.<br />
E non posso far altro che chiedermi il perché di tutto ciò.<br />
L’unica risposta sensata alla domanda ho pensato fosse la devastante influenza del malsano mondo esterno sulla persona umana. Frenesie, obblighi, menzogne, impegni, doveri: l’ansia ci martella il cranio dai tempi in cui abbandonammo la culla, come se una costante emicrania materna ci accompagnasse benevola e beffarda, ovunque sempre e comunque. E dopo un po’ ci fai anche l’abitudine a questo fastidio, fino a che non diventa quasi piacevole, rassicurante. Assuefazione… Purtroppo però, come per una qualsivoglia droga,  l’assuefazione è tutt’altro che una cosa positiva.<br />
In questo caso la totale rassegnazione e la totale passività nei confronti della vita è paragonabile a un pessimo genitore che, per placare le crisi di pianto del proprio figlio, decide di versargli del whisky nel biberon o, peggio, di soffocarlo. Semplici soluzioni alternative al problema focale iniziale ma che fortunatamente nessuno persegue perché non è certamente questa  la soluzione.<br />
Così si sente il buon essere umano medio, che magari fatica ad arrivare a fine mese; che magari vorrebbe poter non lavorare giorno e notte per mantenere la propria famiglia, vivendo a malapena in una baracca senza riscaldamento. L’uomo qualunque è stanco di una situazione politica incline di più ai festini, al sesso, alla droga e ai massaggi anziché ai veri bisogni. E’ stufo e magari vorrebbe solamente sentirsi felice e non vi riesce per niente. La sensazione che ne deriva dovrebbe, almeno in teoria, essere di profonda rabbia…<br />
Ma non si può essere arrabbiati per tutta la vita: non è umano.<br />
A questo punto subentra il distacco da tutto e tutti; un lento lasciarsi andare alla deriva più totale, come se tutto ciò che ci hanno insegnato di importante nella vita – famiglia, affetti, valori… &#8211; andasse perduto all’interno di un pozzo senza fondo.<br />
E ci crediamo esseri liberi mentre non siamo nient’altro che pesci in un acquario, cavie e vittime al servizio di qualche ordine superiore che probabilmente non conosceremo mai e neanche ci interessa conoscere.<br />
Un circolo vizioso senza via di scampo.<br />
Bisognerebbe che, un bel giorno, tutti si svegliassero e si accorgessero che quella che sta scorrendo indifferente non è una vera vita,in senso qualitativo, ma una sua brutta copia che storce la realtà annichilendo di contro chi la possiede. Che ciascuno si autocondanni allora, e si senta colpevole prendendosi finalmente le proprie responsabilità; che si cacci due dita in gola e vomiti tutto d’un fiato le disperazioni e le piaghe che per anni hanno corroso dall’interno la sua anima mutandolo in una stupida macchina senza senso e senza perché (Charlot insegna).<br />
E riempiamo infine il nuovo vuoto creato versandoci della genuina linfa vitale.<br />
Senza conservanti né coloranti.<br />
Facendoci bastare la pura e semplice consapevolezza di esistere…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Oroscopo settimanale dal 08/11 al 14/11″ di Mariangela Princi</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 22:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oroscopo]]></category>
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		<description><![CDATA[ARIETE (21/03-20/04): giorno 8 Venere ritorna in bilancia in moto retrogrado questo per voi significa qualche difficoltà nei rapporti sentimentali, problemi che credevate risolti si ripresentano e niente di nuovo o importante per chi è solo. Nel lavoro dovete essere molto concentrati e sicuri di ciò che fate se volete dei buoni risultati. TORO (21/04-20/05): ancora difficoltà in amore ma ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-7628" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/novembre1-188x141.jpg" alt="" width="188" height="141" />ARIETE</strong></span> (21/03-20/04): giorno 8 Venere ritorna in bilancia in moto retrogrado questo per voi significa qualche difficoltà nei rapporti sentimentali, problemi che credevate risolti si ripresentano e niente di nuovo o importante per chi è solo. Nel lavoro dovete essere molto concentrati e sicuri di ciò che fate se volete dei buoni risultati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>TORO</strong></span> (21/04-20/05): ancora difficoltà in amore ma questa settimana ci sarà una sorta di pausa. Le coppie vivranno ancora tensioni, qualcuno ha dei segreti. Nel lavoro non mancheranno le proposte e i nuovi progetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>GEMELLI</strong></span> (21/05-21/06): Venere torna ad appoggiarvi negli affari di cuore e anche le situazioni complicate vi stimoleranno. Le coppie saranno molto complici e passionali. Nel lavoro è il momento di agire con decisione per avere buone opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>CANCRO</strong></span> (22/06-22/07): settimana all&#8217;insegna di ripensamenti e dubbi amorosi che potrebbero portare a un allontanamento. Molto importante sarà aprirsi al dialogo per superare le incomprensioni con il partner. Nel lavoro avete ancora il sostegno di Giove per provare ad avere gratificazioni e miglioramenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>LEONE</strong></span> (23/07-23/08): il sestile di Venere vi aiuterà a vedere le cose in maniera più serena. Nascono nuove storie che vi regaleranno belle emozioni, allontanerete le persone bugiarde. Nel lavoro sono favorite le attività autonome.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>VERGINE</strong></span> (24/08- 22/09): l&#8217;amore vi porterà doni inaspettati nelle prossime settimane. Per ora abbandonate la diffidenza e i dubbi che avete sul vostro rapporto, molte storie  che nascono adesso hanno buone possibilità di durata. Nel lavoro è un buon momento per far nascere nuove collaborazioni e società.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>BILANCIA</strong></span> (23/09-22/10): con il ritorno di Venere nel vostro segno l&#8217;amore riacquista interesse. C&#8217;è chi vedrà tornare un ex, chi troverà la forza di dichiararsi e chi incontrerà qualcuno che gli piacerà molto. Le coppie cercano di concretizzare i loro sogni. Nel lavoro ci saranno trasferimenti e cambiamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>SCORPIONE</strong></span> (23/10-22/11): questa settimana non mancheranno degli scontri con il partner ma in realtà a voi non  dispiace se poi la pace sarà basata sulla passione. Incontri per chi è solo. Nel lavoro non mancheranno delle piccole soddisfazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>SAGITTARIO</strong></span> (23/11-21/12): colpi di fulmine e passioni in arrivo per voi amici del sagittario ma c&#8217;è il rischio di breve durata. Le coppie sono alle prese con il progetto di un figlio. Nel lavoro se state fermi non otterrete nulla, andrà meglio per chi saprà osare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>CAPRICORNO</strong></span> (22/12-20/01): l&#8217;amore non vi sorride, state vivendo storie poco importanti e brevi. Gli incontri non sono stati fortunati. Le coppie  discutono per questioni legate ai soldi. Nel lavoro è ancora tutto un po&#8217; difficile.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>ACQUARIO</strong></span> (21/01-19/02): questa settimana il profilo sentimentale è in netta ripresa con Venere in trigono dal segno amico della bilancia. Le emozioni crescono e i nuovi incontri si colorano di romanticismo e passione. Nel lavoro successi in arrivo ma attenzione a investire troppi soldi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b31347;"><strong>PESCI</strong></span> (20/02-20/03): qualcosa di bello può nascere per chi è ancora solo, uscite e frequentate luoghi di incontro. Le coppie vivono una settimana tranquilla dopo aver superato le discussioni dei giorni scorsi. Nel lavoro si risolvono dei problemi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Spesso scrivere fa rima con amare&#8221; di Emilia Sensale</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 09:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordo nitidamente il terrore che provai durante i primi tempi della cosiddetta Scuola Elementare, quando seppi che m’avrebbero insegnato a scrivere in corsivo. La grafia irta di mia madre sulle liste della spesa mi atterriva tanto da chiedere ai miei educatori, incontrati casualmente per strada in estate o nelle vacanze natalizie, se fosse difficile e addirittura pericoloso scrivere in corsivo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3977" title="scrivere" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/scrivere-188x137.jpg" alt="" width="188" height="137" />Ricordo nitidamente il terrore che provai durante i primi tempi della cosiddetta Scuola Elementare, quando seppi che m’avrebbero insegnato a scrivere in corsivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La grafia irta di mia madre sulle liste della spesa mi atterriva tanto da chiedere ai miei educatori, incontrati casualmente per strada in estate o nelle vacanze natalizie, se fosse difficile e addirittura pericoloso scrivere in corsivo e se, abbandonando l’abitudine dello stampatello, non avessi “perso il senso delle cose”. Rammento la loro risata, dovuta all’ingenuità delle mie parole, mentre mi rassicuravano ed affermavano che scrivere in corsivo non implicava dimenticare l’uso del mio amato stampatello. Persi la prima lezione, nella quale la maestra introdusse il concetto di alfabeto corsivo ed insegnò come tracciare la lettera “A” in maiuscolo ed in minuscolo… ed io ipotizzai che la mia carriera scolastica fosse stata irrimediabilmente compromessa. Guardando con i miei attuali occhi di ventunenne la bambina che sono stata e che non sapeva come la vita riservasse piacevoli e sgradite sorprese, mi rendo teneramente conto dell’ingenuità che accompagnò la mia prima vera preoccupazione: credevo di non riuscire a scrivere “come i grandi”, invece la scrittura è diventata la fedele compagna della mia vita!<br />
Durante i primi tempi del mio apprendimento ho dimostrato grande forza di volontà e passione per lo studio, ottenendo eccellenti risultati; provavo uno sfrenato interesse per la Matematica, i numeri mi affascinavano a tal punto da supporre che m’avrebbero accompagnato per il resto della mia esistenza. Notai, tuttavia, una deliziosa propensione alla lettura di novelle ed una tendenza a trovare le inedite rime delle parole, mentre mi divertivo ad inventare storie e personaggi per i compiti in classe. Alle cosiddette Scuole Medie, avvenne la mia conversione: mi resi conto che il mio corpo stesse subendo dei cambiamenti e scoprii che i tenui sentimenti provati nell’intimità della mia infanzia potessero concretizzarsi transitoriamente in una persona, donandomi emozioni nuove ed un batticuore sconosciuto. Compresi, felicemente oppure tristemente, cosa significasse la delusione, la gioia, l’appagamento, l’innamoramento, la trepidazione… e parallelamente alle mie esperienze, si accentuava in me il presentimento che i numeri appartenessero a un linguaggio universale ma freddo alla luce delle mie nuove esigenze, mentre il rifugio del mondo letterario si presentava sempre più caldo ed accogliente. Ad undici anni scrissi, usufruendo del computer a casa, il mio primo lungo racconto ed a tredici composi la mia prima poesia, scribacchiata sulla pagina di un libro a scuola.<br />
La scrittura è diventata la mia più grande passione e, nel tempo, un’amabile fonte di soddisfazioni: ho vinto, ad esempio, tanti concorsi letterari che mi hanno permesso di viaggiare in Italia ed in Europa e di conoscere persone squisite, molte delle quali collegate all’odierna cultura letteraria. Ho conquistato onorificenze (targhe, medaglie, diplomi…) e tuttora pubblico articoli e miei componimenti su giornali e riviste, eppure i riconoscimenti sono complementari rispetto alla mia gratitudine nei confronti di questa propensione, che io ho sempre considerato un miracolo…. Molte persone mi hanno domandato <em>come</em> scrivessi, ma qualsiasi mia risposta era vana quando mi chiedevano <em>perché</em> scrivessi e riuscivo solo a sorridere quando mi interpellavano per sapere <em>cosa si provasse</em> scrivendo. Inizialmente mi appellavo sinceramente alla mia fede religiosa e credevo che la mia attitudine fosse un innato dono divino, mi sono resa conto che scrivere significasse possedere congenitamente un’abilità, la quale nel tempo mostra il bisogno di esprimersi, invitando a sviluppare una personale tecnica, e acquista un valore soggettivo. In seguito, ho maturato la convinzione che scrivere invitasse autore e lettore a un meraviglioso viaggio tra le parole ed i sentimenti, ad un’avventura che non si conclude col limite della punteggiatura ma è infinita poiché permette alla fantasia di inoltrarsi nei nostri ricordi e nell’emotività, nell’originalità della storia raccontata in poesia ed in prosa.<br />
In conclusione, <em>che cosa prova un autore quando scrive</em>?<em> </em>Ritengo che ogni scrittore possegga una tecnica connaturata, ma quest’ultima entra in gioco solo in un secondo tempo perché il vero motore che avvia ed accompagna il meccanismo della scrittura è l’<em>ispirazione</em>: essa è autentica espressione del genio, è fervore che appare trascendente quando visita l’anima subitaneamente oppure immanente in un oggetto/evento/individuo al suo manifestarsi. Lo stimolo dell’ispirazione, spesso fuggente, sembra pulsare nel petto assieme al battito del cuore e graziosamente attanaglia la mente, illuminandola; il poeta, allora, usufruisce degli occhi dell’anima per guardare e descrivere l’universo, che sembra dettargli i suoi segreti, mentre il prosatore partorisce dal proprio sangue, attraverso le dita, i protagonisti della sua storia ed offre a loro la vita: i personaggi, generati nella danza della fantasia o intrisi lievemente nell’inventiva, sembrano muoversi sul foglio ed il loro respiro tormenta nel sonno l’autore se vengono trascurati, cercano di contorcersi dentro il cuore senza tregua. Quando, invisibile o riconoscibile, compare il punto che stabilisce il finale della narrazione, la passione dello scrittore e l’interesse del lettore si appagano pacatamente per un attimo, poi l’estasi supera il confine d’ogni interpunzione e prosegue il summenzionato viaggio tra le parole e i sentimenti. Dopotutto, la scrittura è un vero universo nel cosmo, è un affascinante strumento di comunicazione che mi ha permesso di descrivere la mia esperienza, di vivere, di commuovermi, più di tutto mi ha insegnato ad amare: quando, infatti, con la complicità dell’ispirazione trascrivo su carta divine percezioni, apprendo il significato di fiducia perché mi affido totalmente alle emozioni, di unicità perché non voglio distrarmi rivolgendo l’attenzione ad altre cose, di rispetto perché comprendo e apprezzo la natura della mia passione…. Soprattutto, comporre mi consente di apprendere il significato di fedeltà: sono stata sempre ligia nei confronti del mio amato stampatello… ed esso mi accompagna sempre quando scrivo.</p>
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		<title>“Senza fiato” di Guido Passini</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 09:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
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		<category><![CDATA[Fara Editore]]></category>
		<category><![CDATA[libro emozionante]]></category>

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		<description><![CDATA[Guido Passini nasce a Bologna nel novembre del 1978. Trascorre i suoi trentuno anni, condividendo &#8220;il respiro&#8221; con la malattia genetica che lo accompagna da sempre: La Fibrosi Cistica. Con il passare degli anni, malgrado la malattia tenti di debilitarlo fisicamente, incomincia a scrivere, dando cosi libero sfogo alla sua anima. Intinge la penna nelle sue emozioni, scava nelle paure ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3808" title="coverfiato.indd" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/senza-fiato-135x188.jpg" alt="" width="135" height="188" />Guido Passini nasce a Bologna nel novembre del 1978. Trascorre i suoi trentuno anni, condividendo &#8220;il respiro&#8221; con la malattia genetica che lo accompagna da sempre: La Fibrosi Cistica.<br />
Con il passare degli anni, malgrado la malattia tenti di debilitarlo fisicamente, incomincia a scrivere, dando cosi libero sfogo alla sua anima.<br />
Intinge la penna nelle sue emozioni, scava nelle paure e ce le consegna sottoforma di versi che hanno la capacità di trasmetterci la sua grande forza.<br />
&#8220;Non mi arrendo, indosso nuove ali e ricomincio a volare&#8221;, adotta queste semplici parole come motto personale, per indicarci che lui è disposto a lottare, ed è in  sfida continua con la malattia.<br />
Determinato nel portare a conoscenza la Fibrosi Cistica, decide con il contributo di molti altri autori, di realizzare un libro di poesie, il cui ricavato va in parte alle associazioni regionali.<br />
Esce cosi, &#8220;Senza fiato&#8221; edito da Fara Editore, definito dallo stesso Passini &#8220;un atto d&#8217;amore&#8221;, perché consiste in un progetto in cui ha sempre, profondamente creduto.<br />
Un libro che è un condensato di forti emozioni, quelle che trasmettono le poesie e quelle personali, a volte anche devastanti, che ognuno si troverà a provare, leggendole.<br />
Ogni sentimento, ogni pulsione, ogni scuotimento è vissuto fino alle sue estreme conseguenze, nella vita come nella poesia. Anche quando il verso si fa duro e il dolore colpisce come uno schiaffo.<br />
“Guido ha paura / un giorno / di svegliarsi / con gli occhi chiusi / e il respiro assente”<br />
&#8220;Se solo potessi uscire da me, / lasciare il dolore inerte, / accasciato a terra.&#8221;<br />
In versi come questi, ammette le sue paure, le esorcizza regalandole al mondo, poi &#8220;riprende fiato&#8221; e torna ad indossare quelle nuove ali che lo sostengono e a volare alto, nel cielo azzurro delle emozioni.<br />
A fare da contraltare al suo dolore sordo e inesprimibile c&#8217;è la speranza che si trovi presto una cura in grado, non solo di migliorare le condizioni di vita, ma di debellare definitivamente la malattia.<br />
Poter conoscere personalmente Guido Passini, è un regalo che il destino può fare in ogni momento, in occasione delle sue presentazioni di &#8220;Senza Fiato&#8221;, in giro per l&#8217;Italia.<br />
A chi non avesse questa fortuna, consiglio vivamente di procurarsi una copia di questo libro.<br />
Quando lo avrete tra le mani, vi renderete conto di quanto sia carico di sentimenti profondi, in grado di suscitare l&#8217;immedesimazione nel lettore, che stringe con il testo un patto di comunicazione empatica.<br />
Chi fosse interessato all&#8217;acquisto del libro, può rivolgersi direttamente a <a href="mailto:info@faraeditore.it">info@faraeditore.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensito da Maria Tosa</strong></p>
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		<title>&#8220;Fotografando&#8221; di Davide Tartaglia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 09:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2480" title="ricordi_di_una_vita_fa" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/ricordi_di_una_vita_fa-188x125.jpg" alt="" width="188" height="125" />Fotografare ti fa diventare matto. E non scherzo. Inizi a dare un nome ad ogni passante. Entri nei loro pensieri, ti immedesimi in loro. I tuoi sentimenti diventano vuoti e si astraggono. Fotografando impari a conoscere il mondo. Fotografando impari a conoscere te stesso. Potranno sembrare sciocchezze, ma per capirlo dovreste prendere una macchina fotografica e scendere per strada. Le persone giurerebbero che lo siete. Ed è vero. Fotografare ti fa diventare matto, qui lo dico e qui lo nego. In realtà non so cosa sia la pazzia. E né mi interessa saperlo. Ma penso che se esista la pazzia un buon modo per raggiungerla è la fotografia. È tutto il processo che ti fa ammattire. È la scelta dell&#8217;inquadratura, la scelta del soggetto. È la scelta delle impostazioni. Ma la fase più intima è lo sviluppo. Siete soli, voi ed il vostro Soggetto. Iniziate a dargli un nome, a fargli i complimenti. A dirgli che poi tutto sommato è ancora in forma, anche se ha quasi 90 anni. È un processo assurdo, ed inconscio. Me ne rendo conto è difficile capirlo&#8230; ma perchè non ci provate?</p>
<p>P.S. Con questo non voglio dire che ho perso la capacità di emozionarmi o chissà che altro. Con questo voglio dire che ho trovato la volontà di emozionare, di condividere le mie emozioni. Prendete parte al cambiamento. Condividete le vostre emozioni con gli altri. Io ho trovato il mio modo&#8230; spero che anche voi possiate trovare il vostro. Non so fino a che punto le mie foto possano emozionare&#8230; Spero di riuscirci.</p>
<p>In fede, il Vostro fotografo matto. Davide Tartaglia</p>
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		<title>&#8220;Parole in trincea&#8221; di Isabella Di Tomassi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 15:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2580" title="trincea" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/trincea-188x126.jpg" alt="" width="188" height="126" />Esistono portali che vengono quotidianamente attraversati per penetrare la conoscenza e zone d’ombra che vengono coraggiosamente affrontate per arrivare al nocciolo della propria anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bagaglio che accumuliamo tutti i giorni ci rende dubbiosi e incerti o combattivi e sfrontati, ma tutto ciò che ci serve, in fin dei conti, è la capacità di non perdere la ‘misura’, l’equilibrio tra la creatività e il nostro essere ‘animali sociali’… tutto ciò che ci rende migliori invece che solo umani ….</p>
<p style="text-align: justify;">L’avvicendarsi e l’evolvere degli eventi individuali e collettivi ha dimostrato come l’uomo abbia ben imparato a giostrare con le parole avviluppandole, consentendo che esse si permeino di significati che ne ledono la nobiltà e la luce; una luce per il cui tramite quelle parole rimarrebbero costantemente accese e rifulgenti ad indicare la via del rispetto e della libertà ….<br />
E quando quella luce si fa flebile è tutto il mondo che langue con essa …. è così che a volte si lascia che la vita scorra&#8230;.quasi inconsapevolmente.</p>
<p>Al contrario, i colori di un’idea sono sempre fulgidi ed accesi; le emozioni di una carezza sempre vivide nella memoria; le sensazioni di una condivisione sempre vibranti … E’ così che ci sentiamo spinti alla realizzazione di un progetto, che renda giustizia alla vita stessa anche se questo dovesse costarci qualcuna delle nostre convinzioni&#8230;E’ così che ci accorgeremmo che, abbandonate le catene che ci legano alle nostre convinzioni più convenzionali, siamo perfino migliori di quanto avremmo mai creduto!</p>
<p style="text-align: justify;">Adorno affermò : ‘Occorre rivedere continuamente tutto ciò che ha l’apparenza di una certezza’… e, al di là del contesto specifico della frase, in essa c’è una verità che supera ogni tentativo di elusione del suo contenuto, e cioè che ogni uomo ha la possibilità di superare sé stesso non facendo di sé stesso il proprio limite….</p>
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		<title>&#8220;Un pomeriggio di Maggio&#8221; di Anonimo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 13:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hyde Park</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2621" title="ic1805_daniel" src="http://www.rivistahydepark.org/wp-content/uploads/ic1805_daniel-125x188.jpg" alt="" width="125" height="188" />Quel pomeriggio di Maggio, lui la avvicinò con la solita speranza di riuscire a trovare le parole da dirle, quelle parole che teneva in serbo da tanto, e che mai aveva trovato il coraggio di pronunciare. Ma una frase lo fece riflettere, che lei gli disse candidamente: «Sai, io e lui abbiamo fatto l’amore». Rifletté attentamente su quelle parole chiedendosi cosa volesse dire davvero fare l’amore. Forse lei voleva dirgli che, con un rapporto fisico, aveva reso concreto il suo amore…ma non capiva come fosse possibile che una cosa così eterea si potesse trasformare in concreta. Ma lei lo diceva con convinzione, quindi aveva davvero fatto diventare corporeo l’amore…ma come?<br />
No, doveva esserci qualche altra cosa. Meglio analizzare da capo quelle parole.<br />
In un caldo pomeriggio di maggio, mentre la guardava con occhi sognanti e innamorati, ma allo stesso tempo tristi, lei gli disse «Sai, io e lui abbiamo fatto l’amore». Lei aveva reso concreto l’amore ed era felice; ma allora perché lui si sentiva triste, se lei, la sua amata, aveva provato una grande gioia? Forse la sua immaginazione non riusciva a comprendere per quale meravigliosa alchimia, l’amore potesse diventare reale, concreto, palpabile…eppure lei c’era riuscita.<br />
I suoi occhi erano innamorati di lei…e si sforzava di capire come fare per trasformare anche lui il suo amore, voleva farlo diventare concreto…ma non capiva come un’unione fisica potesse realizzare ciò. Quel pomeriggio di Maggio, lui la continuò a fissare mentre si sforzava di capire come poter concretizzare l’amore e i suoi occhi continuavano a sognare che lei lo potesse amare, ma invano.<br />
In quel caldo pomeriggio di Maggio, lei gli disse «Sai, io e lui abbiamo fatto l’amore» e il suo cuore fu come trafitto da una lama appuntita; dentro sentì un lampo improvviso, e poi un tuono fortissimo, che parte da un punto e si propaga dappertutto, disseminando tristezza. Si domandò come fosse possibile che, contemporaneamente alla gioia che lei aveva provato, lui potesse provare un dolore così grande.<br />
Ma prima di quel pomeriggio di Maggio, lui aveva vissuto una battaglia dentro di sé, una battaglia tra il desiderio di dirle il suo amore e la sua razionalità che gli impediva di farlo.<br />
Com’era possibile che il suo cuore potesse provare tutte queste cose contemporaneamente? Lui si sforzava di rendere razionali tutti i suoi sentimenti, di rendersi conto che era entrato in un baratro senza fine, in un amore non ricambiato. Il suo cuore, però, era impazzito, si lasciava trasportare solo dai sentimenti, e si rifiutava di seguire un comportamento razionale.<br />
Nella sua vita, mai era stato travolto da una tempesta così lunga e forte, come quella che provava pensando a lei. Ma quella tempesta veniva fuori dal suo amore, e non riusciva a capire come l’amore potesse portarlo a versare delle lacrime così amare. Il suo cuore diventava calmo solo quando guardava i suoi occhi; gli sembravano due stelle luminose e calde e da quegli occhi lui cercava un segno di dolcezza. Ma cinicamente, lei usò il suo amore come si fa con uno straccio vecchio, usò il suo desiderio di sfiorare le sue labbra, in modo sadico e opportunista.<br />
Sebbene lui si sforzasse di mettere a tacere i suoi sentimenti, il suo cuore era come una zattera in mezzo al mare in tempesta e non riusciva a riportarla a riva.<br />
Lui si chiedeva come fosse possibile tutto ciò, quando pochi giorni prima era convinto che mai il suo cuore si sarebbe lasciato trasportare da un tale scombussolamento, credeva di essere un uomo tutto d’un pezzo, uno di quelli che non si lasciano scalfire, ma quegli occhi l’avevano incantato in un modo inspiegabile. Sentiva una cosa strana quando la vedeva, un forte battito nel petto, eppure non capiva il perché: era sempre stato convinto che il suo cuore fosse solo uno strumento banale, messo lì per pompare un po’ di liquidi qua e là…ma non era così.<br />
Ma dopo quel pomeriggio di Maggio, l’unica cosa che gli restava era il rimbombo di quelle parole che sembravano un tuono improvviso, che si propagava senza sosta. E sentiva un pugnale che lo trafiggeva al cuore, una lama aguzza che faceva scorrere via il suo amore lentamente dopo che lei, in quel ridente pomeriggio di Maggio, gli aveva detto «Sai, io e lui abbiamo fatto l’amore».</p>
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