Post con il tag: "racconto"

“Penombra a destra…” di Alessandro Rosanò
/ 10 set ’11 23:08

“Penombra a destra…” di Alessandro Rosanò

On. Off on off. On. Tu hai da fare stanotte ma ora giochi con il pulsante. In fondo, ti diverte. Off on. Off on. Off on. Poi inizi a cercare. 88.1, 89.0, 94.8… Mute. Neppure rumore bianco. 102.5… Nessun suono. Pensi che deve essere successo qualcosa. 94.8… Sei già passato da questa stazione, adesso dovrebbe esserci la replica del programma

“Brando Street, chi era costui?” di Marisa Cecchetti
/ 26 lug ’11 23:23

“Brando Street, chi era costui?” di Marisa Cecchetti

Mi è capitato di leggere questo racconto in fase di revisione, mancavano diverse consonanti ed alcune vocali, ho chiesto all’Autrice se me le inviava e lei si è presentata con il sacchettino dello Scarabeo dicendo di arrangiarmi perché non aveva tempo da perdere con queste cazzate! Scherzi a parte, il falso incipit di questa recensione è perfettamente in linea con

“Storia di un operaio che incontrò un angelo, se ne prese cura e se ne innamorò” di Nic
/ 7 gen ’10 14:00

“Storia di un operaio che incontrò un angelo, se ne prese cura e se ne innamorò” di Nic

Tanto tempo fa in una terra lontana lontana viveva un semplice operaio. Era elettricista anche se in realtà cambiava solamente le lampadine ai lampioni del centro, affinché i ricchi della sua città potessero essere illuminati nel proprio cammino a qualsiasi ora della giornata ed in qualsiasi tipo di condizione metereologica. Un lavoro umile, ma che eseguiva costantemente senza tanti se,

“Ciaobanana” di Giuliano Iovane
/ 29 mag ’09 09:21

“Ciaobanana” di Giuliano Iovane

Zveza è una ragazzina Rom di tredici anni. Zveza, alla morte della madre, è diventata la donna di casa, responsabile d tutto, ma continua a svolgere il proprio lavoro ai semafori di MILANO. Il semaforo, per la bimba, è ciò che rappresenta la vita, la prigione e la libertà:il rosso significa dover lavorare, passando tra le macchine mostrando il proprio

“Il dono” di Massimo Occhiuzzo
/ 27 mag ’09 14:05

“Il dono” di Massimo Occhiuzzo

Il mare era agitato, il colore della risacca rispecchiava quello nero del cielo, non ricordavo niente di ciò che mi era successo, avevo difficoltà  a concentrarmi, mi guardavo le mani e le vedevo confuse mi sembrava di non riconoscerle. Camminavo a piedi nudi sulla spiaggia, ero protetto dal vento da un giaccone di lana pesante, i miei passi incerti mi