Tecnologia — 1 nov ’09 11:08

“Internet e la privacy” di Salvatore Capolupo

Una recente statistica indicava, qualche tempo fa, che un italiano su due non utilizza mai internet: un dato sorprendente, nel belpaese dei cellulari all’ultimo grido, che ci pone tecnologicamente molto indietro. Senza voler approfondire nel dettaglio le motivazioni dietro questo fenomeno (in quel 50% si annidano senza dubbio coloro che vedono internet come un “giochino” inutile), bisogna riconoscere che gli italiani mancano, mediamente, di una seria alfabetizzazione informatica. Di fatto questa rilevazione si può facilmente legare ad un altro fenomeno molto diffuso, legato al fatto che l’utilizzatore medio (l’altra metà del campione) tende ad essere estremamente superficiale: lo provano le frequenti truffe basate sul phishing, le continue violazioni di privacy, i furti di identità (MSN, email, ecc.), che sono ormai all’ordine del giorno.

Come se ciò non bastasse, in questo mare di ignoranza pochi sanno che ben tre fornitori di connettività (Telecom, Vodafone e H3g) hanno – a quanto pare – tracciato tutto il nostro traffico online degli ultimi anni, tenendolo a disposizione per un uso non meglio specificato (fino a 5 anni, dice la legge).  Al di là del probabile scenario degno del “Grande Fratello” di Orwell (certamente da non sottovalutare), viene da chiedersi l’utilità di questa schedatura, dato che non sarà banale risalire ai dati di eventuali malviventi: denaro investito che avrebbe potuto, a mio modesto parere, essere utilizzato molto meglio altrove. Queste azioni, del resto, rischiano di scoraggiare l’utente novizio, e dovrebbero essere del tutto proibite o comunque effettuate con modalità più controllate.

Bisognerebbe sensibilizzare le persone su questi argomenti, e questo passa necessariamente per una corretta percezione della nostra privacy, un bene prezioso che deve essere da noi preservato con la  massima cura. Un furto di identità potrebbe metterci nei guai, se diffondiamo (anche inconsciamente) informazioni personali su di noi con troppa non-chalance.

Abbiamo in realtà molti strumenti gratuiti per poterlo fare, direttamente dal nostro PC. Molti utenti, ad esempio, non sono a conoscenza di quanto possa essere utile utilizzare un software anonimizzante come TOR (link di approfondimento: http://frasempa.netsons.org/blog1.php/2009/09/25/guida-alla-navigazione-anonima-con-firef). Si tratta di un programma che, opportunamente integrato nel nostro browser, consente di nascondere la nostra identità ai siti web che raccolgono indebitamente i nostri dati: basti pensare agli annunci di carattere porno-erotico, molto diffusi nei vari portali. Essi, se ci fate caso, fanno spesso esplicito riferimento al luogo dove effettivamente vi trovate: sono infatti basati sulla localizzazione del vostro indirizzo IP, ed è a mio avviso più che corretto che un navigatore pretenda di non essere schedato o tracciato in alcun modo senza esplicito consenso. Ebbene, TOR permette di farlo.

Se qualcuno poi obiettasse che l’anonimato non è cosa buona, dato che consente anche un utilizzo illegale facilitato, sono certo di poter rispondere che il problema sta in chi commette crimini, non nel modo in cui lo fa. Molte persone acquistano macchine di grossa cilindrata, ma nessuno si sognerebbe di vietarne il commercio per evitare gli eccessi di velocità. Abbiamo un grande bisogno, invece, di sentirci responsabilmente liberi, di poter dire la nostra, di poter vedere ciò che riteniamo giusto e di non essere criminalizzati senza motivo.

La privacy, uno dei diritti fondamentali della vita di ogni cittadino (“the right to be let alone“, direbbero gli americani), rischia di essere seriamente compromessa se non si prendono i dovuti provvedimenti. Questo significa, a mio avviso, trovare un equilibrio stabile tra due eccessi, ovvero l’eccessiva sciatteria con cui molti usano internet e la paranoia di chi ne sa fin troppo sull’argomento, e che si sente spiato sempre e comunque. In medio stat virtus, dicevano gli antichi latini: una via di mezzo, a mio avviso, fatta di maggiore consapevolezza.

Info sull’autore:

Sono un ingegnere informatico e programmatore free-lance PHP/Java: mi occupo prevalentemente di consulenze sul web per blog & CMS. Il mio blog è http://programmazioneit.blogspot.com e potete contattarmi all’indirizzo sayhem@gmail.com

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